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Al Nurburgring è stata avvistata la nuova BMW X7 in versione M Performance, ancora con quattro scarichi ben visibili e un rumore che non lascia dubbi sul motore nascosto sotto il cofano. Il V8 resta, almeno per qualche anno ancora, e questo basta a chiarire come Monaco intenda gestire il suo SUV più grande mentre spinge sull’acceleratore della Neue Klasse. Non tutto viene buttato via, insomma.
Le foto spia mostrano un prototipo camuffato che gira forte, con la carrozzeria ancora coperta ma abbastanza leggibile da capire la direzione. Rispetto alla nuova X5, che ha cambiato pelle in modo piuttosto drastico, qui l’intervento estetico appare molto più misurato. Il paragone più calzante è l’ultimo aggiornamento della Serie 7: proporzioni confermate, tema dei fari divisi in due elementi che evolve invece di sparire, nessun frontale pulito in stile Neue Klasse.
Fuori cambia poco, ma i dettagli parlano chiaro
I doppi reni resteranno generosi, con l’illuminazione disponibile a richiesta, e se l’attuale Serie 7 è un indizio attendibile le barre interne saranno orizzontali anziché verticali, così da far sembrare il SUV ancora più largo di quanto già sia. Sono scelte piccole, però dicono parecchio sulla volontà di non stravolgere un modello che vende bene proprio perché riconoscibile.
Sotto le pellicole si intravedono comunque alcune novità tipiche della nuova generazione BMW. Le maniglie tradizionali sembrano destinate a lasciare il posto ai piccoli comandi a forma di aletta già visti sulla X5. Dietro, i due gruppi ottici si allungheranno fino quasi a toccarsi al centro del portellone, esattamente come accade su X3 e X5. Dettagli, sì, ma sono quelli che rendono immediatamente datata la generazione precedente quando le due auto si trovano affiancate.
Dentro arriva il Panoramic iDrive
L’abitacolo è dove il salto sarà davvero evidente. La BMW X7 adotterà il Panoramic iDrive, il sistema che distribuisce le informazioni lungo la base del parabrezza, da montante a montante. Ha debuttato sulla iX3 lo scorso autunno e ora sta arrivando progressivamente su tutta la gamma. Accanto alla fascia digitale ci sono un touchscreen orientato verso il guidatore, in stile tablet, e un head up display separato. Chi conosce l’attuale plancia della X7 troverà pochissimi punti di contatto.
Il prototipo sorpreso in pista interessa soprattutto per quei quattro terminali di scarico, che indicano l’erede dell’attuale M60i. Il nome più probabile è M70, una sigla che al momento non esiste ancora nel listino del SUV. La versione oggi in vendita monta un 4.4 litri biturbo V8 mild hybrid da 523 cavalli, mentre la prossima dovrebbe restare fedele agli otto cilindri e avvicinarsi ai 600 cavalli, forse superandoli. Più in basso nella gamma resteranno i sei cilindri mild hybrid, fino a 395 cavalli guardando alle specifiche attuali della X5, e non è esclusa l’introduzione della prima X7 ibrida plug in della storia. Per avere un riferimento, la X5 plug in più potente arriva a 483 cavalli.
Alpina, iX7 e il futuro della gamma
La M70 non sarà necessariamente il vertice della piramide. Alpina, ormai controllata interamente da BMW, dovrebbe realizzare una nuova XB7 destinata a chi ritiene che un normale SUV a tre file con motore V8 sia troppo poco appariscente. Uno scenario che potrebbe segnare la fine della discussa XM.
Per chi invece considera la benzina un capitolo chiuso, arriverà anche la prima iX7 elettrica, già sorpresa durante i collaudi. Termica ed elettrica condivideranno un’evoluzione della piattaforma CLAR, la stessa strada seguita dalla nuova X5, senza quindi separare le due motorizzazioni su architetture completamente diverse come accaduto tra i3 e Serie 3 elettrica e termica.









