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Il DLSS 5 sta uscendo dai binari tracciati da NVIDIA, e lo sta facendo nel modo più prevedibile possibile, cioè grazie ai modder. La tecnologia era stata annunciata come esclusiva delle nuove schede video basate su architettura Blackwell, quindi la serie GeForce RTX 5000, ma nel giro di poche ore qualcuno è riuscito a farla girare anche sulle RTX 4000. Non in forma ufficiale, sia chiaro, e con tutti i limiti del caso, però funziona.
Tutto è cominciato da un file, il nvngx_dlssnr.dll, la libreria collegata al nuovo sistema di Neural Rendering. Era nascosta dentro NBA 2K27 in accesso anticipato, qualcuno l’ha estratta e da lì è partita la corsa. Prima applicata a Control, poi a The Last of Us Parte 2, poi a una lista di titoli che si allunga di ora in ora. Il risultato, va detto, è impressionante da vedere, anche se non tutti sono d’accordo su quanto sia effettivamente un miglioramento.
Tecnicamente notevole, esteticamente discutibile
Il sistema rielabora la grafica dei giochi su cui viene applicato e i progressi sul fronte dell’illuminazione e della resa dei materiali si notano subito. Le scene guadagnano profondità, i riflessi diventano più credibili, le superfici hanno un peso diverso. Il problema arriva quando la telecamera si avvicina ai volti dei personaggi. Qui il DLSS 5 tende a fare una cosa che ha già scatenato parecchie polemiche, cioè uniformare tutto verso un’estetica fotorealistica standard. Poco importa se il gioco originale aveva uno stile stilizzato, cartoon o volutamente artificiale, i visi finiscono per assomigliarsi tutti. È un effetto livellante che appiattisce le scelte artistiche degli sviluppatori, e non è esattamente quello che ci si aspetta da una tecnologia pensata per migliorare la qualità visiva. Chi lo difende parla di risultati mai visti prima, chi lo critica dice che sta cancellando l’identità visiva dei giochi. La verità è che dipende molto dal titolo su cui viene applicato.
Il limite non era generazionale
La parte più interessante di questa vicenda riguarda il funzionamento sulle schede della generazione precedente. NVIDIA aveva presentato il DLSS 5 come qualcosa di legato in modo stretto alle GPU Blackwell, ma i test dei modder raccontano una storia leggermente diversa. Il sistema si appoggia comunque al formato FP8, e questo fa cadere uno degli ostacoli che si pensava impedissero il funzionamento su architetture più vecchie. Il vero blocco sembra piuttosto legato alla presenza di codice scritto per i CUDA core specifici delle schede Blackwell. Un dettaglio tecnico, non una barriera insormontabile.
Il modder noto come Uncle Burrito ha lavorato direttamente sui file della libreria, sostituendoli con versioni compatibili con le schede basate su architettura Ada Lovelace. Il risultato è che le RTX 4000 riescono a far girare il sistema, pur in una forma completamente non ufficiale e senza alcun tipo di supporto da parte dell’azienda. Un lavoro artigianale, insomma, che però dimostra come i confini tracciati sulla carta siano meno rigidi di quanto sembrasse.
Da The Witcher 3 fino al gameplay di GTA 6
Nel frattempo la sperimentazione continua e la lista dei giochi passati sotto il filtro del DLSS 5 cresce di giorno in giorno. The Witcher 3 Wild Hunt, Assassin’s Creed Shadows, Kingdom Come Deliverance 2, Stellar Blade, S.T.A.L.K.E.R. 2 Heart of Chornobyl. Ogni titolo reagisce in modo diverso, alcuni guadagnano parecchio, altri mostrano proprio quei problemi sui volti di cui si parlava prima.
Il caso più curioso però riguarda GTA 6. Qualcuno ha pensato bene di applicare il sistema direttamente al filmato di gameplay diffuso da Rockstar, ottenendo risultati variegati. Non un gioco vero e proprio in esecuzione, quindi, ma un video rielaborato in tempo reale per capire come si comporterebbe la tecnologia su uno dei titoli più attesi in circolazione.
NVIDIA ha presentato il DLSS 5 con una demo pensata per mostrarne il funzionamento, ma di fatto la vera vetrina se la stanno costruendo i modder, un file estratto alla volta.









