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Lo stipendio di Charlie Sheen in Due uomini e mezzo raddoppiò proprio nel periodo peggiore della sua vita privata, quello segnato dall’arresto per violenza domestica, mentre il compenso del collega Jon Cryer rimase esattamente dov’era. A raccontarlo è lo stesso Cryer nel documentario Netflix dedicato all’attore, alias CHARLIE SHEEN, dove ricorda gli otto anni passati fianco a fianco sul set e ammette senza giri di parole di aver incassato più o meno “un terzo” di quanto guadagnava il compagno di scena. Una sproporzione che, vista oggi, colpisce ancora più di allora.
L’episodio a cui si lega tutta quella fase risale al 25 dicembre 2009, ad Aspen, in Colorado. La polizia intervenne in un’abitazione dopo una chiamata al numero di emergenza per un presunto caso di violenza domestica e finì per arrestare Sheen, all’epoca quarantaquattrenne. Le accuse iniziali erano pesanti, aggressione di secondo grado e minacce, entrambi reati gravi secondo la legislazione di quel momento, oltre a danneggiamento, considerato invece reato minore. La persona che presentò la denuncia non ebbe bisogno di ricovero ospedaliero e l’attore tornò libero dopo aver versato una cauzione di circa 7.700 euro.
La vicenda giudiziaria e il patteggiamento
Il caso si chiuse con una conseguenza concreta. Nell’agosto del 2010 Charlie Sheen si dichiarò colpevole di un capo d’accusa minore per aggressione, legato al litigio con l’allora moglie Brooke Mueller. In cambio della dichiarazione, i procuratori lasciarono cadere le imputazioni più serie, quelle per minacce e danneggiamento. La condanna prevedeva 30 giorni in un centro di riabilitazione in California, 30 giorni di libertà vigilata e 36 ore di trattamento per la gestione della rabbia.
Ed è esattamente in quella finestra temporale che la serie si ritrovò in una posizione scomodissima. Stando al racconto di Jon Cryer, Sheen stava rinegoziando il contratto mentre la sua vita personale andava a pezzi, e nel frattempo CBS aveva già preso impegni per stagioni aggiuntive. Una leva contrattuale enorme, di fatto. La produzione non poteva permettersi di perderlo, lui lo sapeva.
Cifre da record e il licenziamento
I conti li fece poi Forbes. Il cachet di Charlie Sheen arrivò a toccare circa 1,2 milioni di euro a episodio come compenso diretto, ai quali si aggiungevano altri 550.000 euro circa derivanti dai diritti di syndication, per un totale intorno a 1,7 milioni di euro a puntata. Numeri che lo trasformarono in uno degli attori più pagati della televisione mondiale. Cryer, nello stesso periodo, si fermava intorno ai 560.000 euro a episodio.
La storia però prese una piega che nessuno aveva messo in conto. All’inizio del 2011 Sheen rientrò in riabilitazione e le riprese vennero sospese. Poi arrivarono gli scontri pubblici con il creatore della serie Chuck Lorre, sempre più accesi e sempre più fuori controllo, finché nel marzo di quello stesso anno Warner Bros. decise di licenziarlo.
Il ruolo passò ad Ashton Kutcher, e Due uomini e mezzo andò avanti per altre quattro stagioni, fino alla chiusura definitiva nel 2015 dopo dodici stagioni complessive. Un risultato non banale, considerando che la serie aveva perso il suo protagonista assoluto nel pieno del successo.
Nel documentario Sheen aggiunge un dettaglio che spiazza, visto il contesto. Racconta di essersi chiesto, in quel periodo, se tornare sul set fosse davvero la scelta giusta, nonostante la montagna di soldi che c’era sul piatto. Un dubbio sincero, a quanto pare, in mezzo a un momento in cui tutto intorno a lui stava crollando.
Quanto al rapporto tra i due attori, Cryer ha messo le cose in chiaro da tempo sulla possibilità di ritrovarsi di nuovo insieme davanti alla macchina da presa. Le sue parole sono state piuttosto nette, non sa se vuole fare affari con lui per parecchio tempo ancora.
Fonte: TecnoAndroid








