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Accenture ha deciso di giocare pesante sull’intelligenza artificiale, e lo fa muovendosi su due fronti contemporaneamente: da una parte l’alleanza con Google Cloud, dall’altra un accordo con Anthropic che ha fatto rialzare la testa al titolo in Borsa. Il nucleo dell’operazione più corposa è la nascita dell’Accenture Gemini Enterprise Business Group, una struttura globale pensata per spingere l’adozione della piattaforma Gemini Enterprise e delle tecnologie di AI agentica dentro le aziende clienti. Un modo, nemmeno troppo velato, per dire che la consulenza tradizionale sta cambiando pelle.
Il dettaglio che colpisce di più riguarda le persone. Google Cloud formerà fino a 1.000 Forward deployed engineer di Accenture, figure che non resteranno chiuse in una sala riunioni a disegnare slide ma andranno a lavorare fianco a fianco con le imprese per mettere in piedi soluzioni concrete di intelligenza artificiale. La base di partenza, del resto, è già solida: quasi 50 mila professionisti del gruppo hanno competenze su Google Cloud.
Cosa faranno davvero i mille specialisti
Il nuovo business group prevede un programma aggiuntivo di formazione e certificazione proprio su Gemini Enterprise, con una squadra dedicata di mille specialisti, gli Fde appunto, che seguirà direttamente le implementazioni presso i clienti. L’idea è accompagnare le imprese lungo tutto il percorso, non limitarsi al singolo progetto pilota che poi resta lì a prendere polvere. Si parte dalle sperimentazioni circoscritte e si arriva, almeno nelle intenzioni, a coinvolgere l’intera organizzazione. C’è dell’altro. Accenture e Google Cloud lavoreranno insieme anche a strumenti e framework specifici per le implementazioni di Gemini Enterprise, oltre a soluzioni tagliate su misura per singoli settori. I Forward deployed engineer avranno il compito di individuare quali processi vale la pena trasformare, sviluppare applicazioni di AI e poi integrarle nei sistemi aziendali già esistenti. Che poi è la parte più difficile, quella dove di solito i progetti si arenano.
Il patto con Anthropic e il titolo che rimbalza
Sul secondo fronte c’è Anthropic. Accenture ha annunciato venerdì scorso che inserirà un team di valutatori all’interno della società di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di sottoporre i suoi modelli a test di sicurezza rigorosi. Non una collaborazione commerciale nel senso classico, quindi, ma qualcosa di più vicino a un controllo tecnico indipendente. Anthropic ha definito la partnership un passo importante nel percorso verso il proprio impegno a garantire uno sviluppo sostenibile della tecnologia.
Il mercato ha reagito subito. Lunedì le azioni di Accenture sono salite del 3%, un segnale di fiducia dopo mesi complicati. Perché il quadro generale, a guardarlo bene, resta parecchio meno luminoso: dall’inizio dell’anno il titolo ha perso circa il 30%. Una discesa pesante, che ha radici in due preoccupazioni ben precise.
Il paradosso della consulenza nell’era dell’AI
La prima riguarda le incertezze del mercato sulla spesa delle aziende nel settore IT, voce di bilancio che quando i conti si fanno stretti viene tagliata tra le prime. La seconda è più insidiosa e tocca il cuore stesso del modello di business: il timore che gli strumenti di intelligenza artificiale finiscano per sottrarre attività alle società di servizi professionali. Detto in parole povere, se un’azienda può usare un modello di AI per fare da sola quello che prima commissionava a una società di consulenza, il consulente rischia di diventare superfluo.
Da qui si capisce meglio la strategia. Formare mille ingegneri da mandare in trincea presso i clienti e mettere le mani dentro i laboratori di chi l’intelligenza artificiale la costruisce non sono due mosse scollegate. Sono il tentativo di Accenture di posizionarsi come l’intermediario indispensabile tra le grandi piattaforme di AI e le imprese che quella tecnologia devono adottarla davvero, non solo raccontarla nelle presentazioni agli azionisti. La partita su Google Cloud e sulla piattaforma Gemini Enterprise va letta in questa chiave, con la certificazione e la formazione usate come leva per difendere un terreno che l’automazione minaccia da vicino.
Fonte: TecnoAndroid








