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Bollo auto 2027, esenzione fino a 80 kW: arrivano gli emendamenti

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Il bollo auto 2027 non sarà uguale per tutti, e proprio qui nasce la discussione che sta animando la maggioranza. Il provvedimento varato dal governo prevede la sospensione del pagamento della tassa per auto e moto di piccola e media cilindrata, con il tetto fissato a 80 kW di potenza. Una misura che vale per un anno soltanto, almeno per ora, ma che secondo le intenzioni dell’esecutivo potrebbe diventare strutturale a partire dal 2028. Il testo non è ancora arrivato alle Camere e già si contano le proposte di emendamento pensate per allargare il numero dei beneficiari.

Il punto critico è proprio quella soglia degli 80 kW, che sulla carta sembra generosa ma nella pratica taglia fuori una fetta di automobilisti tutt’altro che marginale. Chi ha bisogno di un’auto grande, per motivi familiari o di lavoro, difficilmente resta sotto quel limite.

Il nodo delle famiglie numerose

A farsi portavoce di un correttivo è Marco Osnato, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della Commissione Finanze della Camera. La sua posizione è netta: “Io sicuramente cercherò di allargarlo alle famiglie numerose, quelle con più di tre figli, magari aumentando anche un po’ i kilowatt per queste categorie”.

Il ragionamento dietro la proposta è piuttosto semplice da seguire. Un nucleo con più di tre figli ha bisogno di un’auto capiente, quindi monovolume oppure SUV di taglia media o grande. E quei veicoli, nella stragrande maggioranza dei casi, montano motori che superano abbondantemente gli 80 kW. Risultato: con il testo così com’è scritto oggi, le famiglie numerose resterebbero fuori dall’esenzione bollo, pur essendo tra le categorie considerate economicamente più esposte. Una contraddizione che in Parlamento pesa, e che difficilmente passerà inosservata durante l’esame del provvedimento.

Quanti sono gli automobilisti coinvolti

I numeri aiutano a capire la portata della misura. Secondo le elaborazioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in Italia circolano oltre 59 milioni tra autoveicoli e motoveicoli. Di questi, più di 34 milioni rientrano entro la soglia dei 80 kW. La platea individuata dal MIT arriva a 24.608.867 persone fisiche che possiedono almeno un mezzo idoneo all’agevolazione.

Le richieste di estensione, però, non riguardano solo i nuclei familiari più ampi. C’è chi chiede tutele specifiche per i lavoratori autonomi, quelli che usano furgoncini o vetture più potenti per svolgere la propria attività quotidiana. Difficile immaginare un artigiano o un corriere che resti sotto gli 80 kW con il proprio mezzo da lavoro. In parallelo, il vicepremier Matteo Salvini ha confermato di essere al lavoro su una revisione del superbollo, la maggiorazione che scatta oltre i 185 kW.

Il problema delle coperture

Tutto questo, naturalmente, dipende dai soldi. Ogni allargamento della platea va finanziato, e le risorse non sono infinite. Per il solo 2027 la sospensione della tassa costa poco meno di 2,4 miliardi di euro. La copertura arriva per circa 1,7 miliardi da economie accertate sul PNRR, mentre il resto viene recuperato da vari fondi ministeriali.

Il discorso cambia parecchio se si guarda all’abolizione strutturale del tributo. In quel caso servirebbero attorno ai 5 miliardi di euro l’anno, cifra che il ministro Giorgetti dovrà trovare da qualche parte. Non un dettaglio, considerando che si parla di una voce di entrata storicamente destinata alle Regioni.

Intanto le associazioni dei consumatori hanno già fatto i conti su quanto risparmierà il singolo automobilista. Altroconsumo stima una cifra compresa tra 113 e 141 euro a veicolo. Unione Nazionale Consumatori e Facile.it indicano invece un valore attorno ai 163 euro per l’annualità 2027. Numeri che cambiano a seconda del parco auto preso come riferimento e della potenza dei mezzi considerati, ma che danno comunque l’ordine di grandezza del beneficio in arrivo per chi rientra nei parametri fissati dal governo.

Fonte: TecnoAndroid

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