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Nvidia, le GPU di fascia media rischiano di sparire dal listino

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Le GPU di fascia media di Nvidia rischiano di sparire dal listino della prossima generazione, e il motivo non ha nulla a che vedere con le prestazioni o con la concorrenza. Il problema è molto più prosaico e riguarda la memoria: il prezzo della GDDR7 è salito a tal punto da rendere queste schede economicamente poco sensate per chi le produce. Già ad agosto la crisi delle DRAM sembrava destinata a rallentare il refresh della serie RTX 50, ma oggi il quadro appare più ampio e coinvolge un intero segmento di mercato.

Diversi colossi del silicio hanno ammesso che le forniture di memoria sono sotto pressione, e i partner che assemblano le schede hanno confermato che le carenze stanno già condizionando produzione e riassortimento dei modelli con molta VRAM. Non è un dettaglio da poco, visto che questo sembra essere il primo anno in quasi trent’anni in cui Nvidia non presenta una nuova architettura grafica.

Il conto della memoria non torna per la fascia media

Nella relazione annuale depositata a febbraio 2026 presso la SEC, Nvidia ha avvertito che i vincoli di fornitura rappresenteranno un freno per il gaming nel primo trimestre dell’anno fiscale 2027 e oltre. Nello stesso mese l’amministratore delegato Jensen Huang ha ribadito che la disponibilità di schede video per il gaming resterà molto tesa per diversi trimestri.

Fin qui, nulla di sorprendente. Il punto che tocca da vicino chi cerca una scheda di fascia media è che la scarsità non colpisce tutti allo stesso modo. Durante il CES 2026 il numero uno di Gigabyte, Eddie Lin, ha spiegato che Nvidia potrebbe decidere quali GPU privilegiare in base al ricavo generato da ogni gigabyte di GDDR7 impiegato, un valore che dipende dal rapporto tra prezzo di listino e capacità di memoria.

Il calcolo è impietoso. Una RTX 5090 con 32 GB di GDDR7 e un listino attorno ai 1.850 euro genera circa 58 euro per ogni gigabyte allocato. Una RTX 5060 Ti da 16 GB, venduta intorno ai 400 euro, si ferma a circa 25 euro per gigabyte. Le schede con listino contenuto e tanta memoria a bordo sono quindi le prime a pagare il conto quando le forniture vengono razionate.

Prezzi già fuori controllo sulle schede con più VRAM

Chiunque abbia dato un’occhiata ai listini negli ultimi mesi si è probabilmente fermato a rileggere due volte. Secondo i rilevamenti più recenti degli analisti, RTX 5060 Ti è passata da circa 530 euro a giugno a circa 745 euro ad agosto, quasi 40% in due mesi. RTX 5070, la punta di diamante della fascia media Blackwell, ha guadagnato 36% arrivando a sfiorare gli 830 euro.

Il dato più eloquente riguarda però la variante da 8 GB della 5060 Ti, cresciuta solo di 13% pur montando lo stesso chip della sorella da 16 GB, che oggi costa quasi il doppio. A dettare i prezzi non è più il silicio ma la VRAM, e un buon quantitativo di memoria è proprio l’elemento che definisce una scheda di fascia media degna di questo nome.

Perché la prossima generazione potrebbe saltare il centro del listino

C’è un ulteriore tassello che rende poco plausibile una nuova gamma intermedia. Il refresh RTX 50 Super risulterebbe bloccato proprio per i costi insostenibili della memoria. Fonti della catena di fornitura parlano di un divario notevole tra i moduli GDDR7 da 2 GB e quelli da 3 GB: i primi costano circa 18 euro, i secondi arrivano a costare quasi il triplo per appena 50% di capacità in più. Moltiplicando per il numero di moduli montati su una scheda, il conto della lista materiali cresce di centinaia di euro.

Si spiega così anche l’ostinata proliferazione delle schede da 8 GB, che il mercato non ama ma che consumano metà della memoria rispetto alle versioni da 16 GB e permettono a Nvidia di restare presente nel segmento dei grandi volumi bruciando meno risorse scarse.

Se lo scenario dovesse restare questo, il listino finirebbe per polarizzarsi: schede economiche che sopravvivono con poca memoria e ammiraglie che giustificano l’allocazione grazie al ricavo per gigabyte. In mezzo, quel compromesso tra costo, prestazioni e memoria che per anni ha rappresentato la scelta più sensata resta senza spazio, che sparisca dai cataloghi oppure diventi semplicemente troppo caro per chi ne avrebbe bisogno.

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