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Bentley Continental GT: l’esemplare unico che celebra 80 anni di Crewe

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Ottant’anni di Crewe si festeggiano con una Bentley Continental GT che non somiglia a nessuna delle altre uscite da quello stabilimento, perché nasce come esemplare unico e guarda dritto alla prima auto costruita nell’impianto inglese. La divisione Mulliner ha preso una Continental GT Azure e l’ha vestita come una Mark VI del 1946, riprendendone quasi fedelmente la livrea bicolore nero e verde. Il debutto pubblico è arrivato al British Motor Museum il 29 agosto, affiancata proprio alla Mark VI originale conservata nella Heritage Collection della casa.

La scelta più interessante riguarda i colori. I designer Mulliner hanno messo da parte il catalogo moderno, quelle circa 100 opzioni tra vernici e finiture che il marchio offre normalmente, andando a pescare direttamente nella palette dell’auto storica. Il risultato è un Barnato Green pastello con tetto Mulliner Black, un rimando esplicito allo schema della Mark VI e non una combinazione già presente nel configuratore attuale.

Cosa cambia dentro e fuori la Continental GT celebrativa

A riportare la vettura nel presente ci pensano le finiture lucide specifiche della versione Azure e lo Styling Specification in fibra di carbonio. Poi ci sono i cerchi da 22 pollici neri e diamantati, con pinze freno nere a completare il quadro. Un compromesso cercato, insomma, tra una tavolozza d’altri tempi e componenti di ultima generazione, sulla stessa linea seguita da Bentley con la Continental GTC celebrativa di Crewe presentata per lo stesso anniversario.

L’abitacolo lavora sullo stesso registro. La pelle rossa Cricket Ball si abbina alla pelle secondaria Beluga, un accostamento che sa di Bentley classica, mentre le impunture a rombi e i loghi ricamati vanno molto oltre quello che un tappezziere del 1946 avrebbe potuto mettere insieme. Gli inserti in radica di noce, ispirati alla plancia della Mark VI, corrono lungo la fascia anteriore sopra un pannello in finitura piano black Grand Black, separati da una sottile filettatura cromata che continua nelle modanature delle porte. I battitacco riportano le sagome della Mark VI e della moderna Continental GT, con la scritta “Celebrating the 80th Anniversary of production in Crewe, 1946-2026”.

Perché la Mark VI conta così tanto per Bentley

Quella prima auto uscita da Crewe non è un dettaglio marginale nella storia del marchio. La Mark VI era mossa da un sei cilindri in linea B60 da 4.257 cm³ e fu la prima Bentley con carrozzeria standard in acciaio, disegnata da J.P. Blatchley. Si costruì la reputazione di macchina capace di superare i 160.000 km senza bisogno di una revisione importante, cosa non scontata per l’epoca. H.J. Mulliner, allora ancora carrozziere esterno e non parte dell’azienda, firmò la carrozzeria di 241 Mark VI in versione berlina a quattro porte. L’esemplare verde scuro della Heritage Collection, quello esposto accanto alla nuova arrivata, fu consegnato nuovo nel gennaio 1950 a William Lount, direttore di un’azienda di vernici.

Sul futuro commerciale di questa configurazione, l’azienda è stata chiara: si tratta di un esemplare unico, non di un’anteprima di un allestimento di serie. Il trattamento in Barnato Green con radica di noce non finirà nei listini dei concessionari. La Continental GT Azure celebrativa è stata costruita specificamente per l’evento al British Motor Museum, e non sono arrivate indicazioni su una possibile produzione in serie limitata.

Per spirito somiglia più a una commissione bespoke come la Bugatti FKP Hommage one off che a un pacchetto di optional da spuntare. E conferma che a Crewe, ottant’anni e migliaia di vetture più tardi, quella prima Mark VI resta un riferimento tenuto molto vicino, con l’archivio storico usato come materiale di lavoro per commissioni su misura pensate per collezionisti e clienti attenti al design. Mulliner traduce i riferimenti del passato in finiture contemporanee senza toccare la gamma di produzione.

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