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Chi cerca di disattivare Copilot, Gemini e le altre funzioni AI che si sono infilate dentro app, browser e sistemi operativi scopre presto una cosa poco piacevole: non esiste un interruttore unico. Ogni prodotto ha la sua logica, i suoi menu, a volte perfino comandi separati per lo stesso servizio. Serve pazienza e un minimo di metodo, perché le funzioni AI si dividono tra generazione di testo, assistenti contestuali e riepiloghi automatici, e spesso vivono su piani diversi anche all’interno della stessa azienda.
Adobe Acrobat, Android e Gmail, ogni app fa storia a sé
In Adobe Acrobat il percorso è tutto sommato lineare. Su Windows si passa da Menu, poi Preferences, quindi Generative AI. Su macOS il tragitto cambia leggermente: View, Preferences, Generative AI. Nessuna disinstallazione necessaria. Su Acrobat Reader, invece, la faccenda richiede un comando separato e un riavvio dell’applicazione.
Su Android le cose si complicano, perché molto dipende dal produttore e dalla versione del sistema. L’app Gemini risulta rimovibile su alcuni dispositivi, su altri no, e in quel caso l’unica via è intervenire app per app. In Google Messaggi, per esempio, il controllo si trova nelle impostazioni dell’account. Va detto chiaramente: eliminare l’app non spegne tutte le funzioni AI dei servizi Google collegati, comprese le impostazioni relative alle attività.
Gmail ragiona per categorie. Si possono disattivare le Smart features in Gmail, Chat e Meet, e in aggiunta esistono controlli dedicati per Google Workspace. Il risultato è la scomparsa di Smart Compose, Smart Reply e di alcune schede riepilogative, ma non è detto che tutte le altre elaborazioni automatiche si fermino.
Apple Intelligence e browser, il territorio più confuso
Sui dispositivi compatibili, Apple Intelligence si spegne dalle impostazioni con lo stesso nome, e sia iPhone sia iPad sia Mac chiedono una conferma. La funzione Learn from this App viaggia però su un binario separato: su macOS si gestisce dalle impostazioni di Siri, dettatura e privacy, su iOS dalla sezione app di Apple Intelligence & Siri.
I browser sono il caso peggiore, perché l’AI compare su più livelli contemporaneamente: assistenti, ricerca, scrittura, raggruppamento delle schede, generazione di contenuti. Tra le alternative con una presenza ridotta di intelligenza artificiale si trovano Zen, Helium, LibreWolf e Waterfox. In Chrome resta la strada di chrome://flags per le opzioni sperimentali legate a GLIC e Gemini, tenendo conto che cambiano da una versione all’altra.
Su Edge il lavoro si fa nelle impostazioni di Copilot e della sidebar, disattivando barra laterale, notifiche e pulsante in barra, oltre al Copilot per la scrittura sul Web. Firefox 148 introduce invece gli AI Controls con l’opzione Block AI enhancements, che con un solo comando blocca funzioni presenti e future e rimuove anche eventuali modelli scaricati in locale. Le estensioni che si appoggiano a servizi AI di terze parti, però, rimangono fuori da questo blocco.
Windows 11, messaggistica e riunioni
Per la ricerca esiste DuckDuckGo noai, una versione del motore priva di funzioni generative e raggiungibile tramite un indirizzo dedicato. Il concetto di fondo è semplice: spegnere un assistente nel browser non impedisce a un motore di ricerca di mostrare riepiloghi generati, e allo stesso modo disattivare l’AI di sistema non tocca quella di un singolo servizio web.
Windows 11 è probabilmente il caso più frammentato di tutti. Copilot può presentarsi come app oppure come componente di sistema, mentre altre funzioni AI risiedono in Notepad, Esplora file, Foto e Snipping Tool. Quando è possibile, Copilot si disinstalla da Start o dall’elenco delle app installate, altrimenti si agisce dalle impostazioni della barra delle applicazioni. Click to Do sta in Privacy & Security ed è indipendente da Copilot, mentre Notepad ha un suo controllo nelle impostazioni AI. In Microsoft 365 l’opzione Copilot va gestita per singola applicazione e vale solo per quel programma e quel dispositivo.
WhatsApp sparpaglia i controlli in più sezioni: suggerimenti di risposta e adesivi nelle impostazioni chat, riepiloghi AI dei messaggi nelle notifiche, con eventuali funzioni di elaborazione privata in un’altra area di sistema. Zoom raccoglie tutto in una sezione Zoom AI dell’account web, più un’opzione separata in My Notes per fermare la trascrizione delle riunioni. Yahoo Mail chiede di seguire il percorso Altro, Impostazioni, Funzioni AI per togliere i riepiloghi dei messaggi.









