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on Torcal la Bentley entra ufficialmente nell’era dell’elettrico, e lo fa con un SUV che diventa la quarta linea di prodotto del marchio britannico. Sviluppata e costruita a Crewe, la Bentley Torcal arriva sul mercato in due varianti, una standard e una più sportiva battezzata Torcal S, anche se al momento la casa non ha ancora diffuso né i prezzi né un calendario preciso di commercializzazione nei singoli mercati. Numeri, però, ce ne sono parecchi, e sono di quelli che fanno rumore anche senza un motore termico sotto il cofano.
Due motori elettrici sincroni a magneti permanenti, uno per asse, garantiscono trazione integrale e prestazioni da supercar travestita da SUV. La versione base sviluppa 821 CV e 1.194 Nm, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,4 secondi e una punta di 250 km/h. La Torcal S alza l’asticella a 888 CV e 1.350 Nm con Launch Control inserito, numero che la incorona come la Bentley con la coppia più alta mai prodotta. In quel caso i 100 km/h arrivano in 2,9 secondi e la velocità massima tocca i 260 km/h.
Batteria da 113 kWh e ricarica a 400 kW
Sotto il pavimento trovano posto 192 celle agli ioni di litio di tipo pouch, organizzate in un pacco con architettura a 800 V e capacità netta di 113 kWh. L’autonomia dichiarata arriva fino a 600 km, con la precisazione che i dati definitivi per l’Unione Europea sono ancora legati all’omologazione. Sul fronte della ricarica in corrente continua si sale fino a 400 kW, con un passaggio dal 10 all’80 per cento in circa 16 minuti e circa 161 km recuperati in sette minuti di sosta alla colonnina.
Il capitolo telaio porta una novità assoluta per il marchio. Per la prima volta su una Bentley compaiono sospensioni completamente attive abbinate ad ammortizzatori adattivi a doppia valvola, regolabili in modo indipendente e in tempo reale su ciascuna ruota. L’obiettivo dichiarato è tenere insieme due cose che di solito litigano, cioè comfort e controllo dei movimenti della carrozzeria. Il sistema consente anche di eliminare le classiche barre antirollio, perché la gestione della coppia antirollio viene affidata direttamente agli ammortizzatori. Di serie c’è poi l’asse posteriore sterzante, con un angolo massimo di cinque gradi, che porta il diametro di sterzata a 11,1 metri. Le misure parlano di una vettura lunga all’incirca cinque metri, che secondo la casa è la quattro porte più corta dell’intera gamma. Il bagagliaio posteriore dichiara 460 litri, ai quali si somma un vano anteriore da 90 litri. La silhouette è quella di un SUV basso e filante, passo lungo e sbalzi ridotti, con la griglia a diamante illuminata, superfici posteriori molto marcate e un abitacolo che, controcorrente, conserva parecchi comandi fisici per le funzioni principali.
Il suono elettrico registrato con strumenti veri
I sedili anteriori offrono di serie 16 regolazioni, riscaldamento, ventilazione, supporti laterali regolabili e una nuova funzione massaggio. Tra gli optional compaiono Postural Adjust e Smart Seat Climate, che nei viaggi lunghi modificano in automatico forma, pressione, riscaldamento e ventilazione della seduta. Sempre per la prima volta su una Bentley, anche il divano posteriore a tre posti si ripiega elettricamente.
Poi c’è il capitolo più curioso, quello del suono di marcia. Niente rumore sintetico che imita un motore a scoppio: per la Bentley Torcal sono stati registrati strumenti reali, tra cui batteria, viola e basso, per costruire quella che il marchio chiama Bentley Dynamic Symphony. La base ritmica si ispira al battito del V8 da 6,75 litri, il suono varia in base alla richiesta di coppia, alla velocità e alla modalità di guida, si fa più presente in Sport e può essere spento del tutto.
Sull’audio le configurazioni sono due, un sistema da 620 W con 16 altoparlanti oppure un impianto Naim da 1.780 W e 28 altoparlanti con Dolby Atmos 7.1, speaker nei poggiatesta anteriori e trasduttori integrati nei sedili. L’interfaccia si affida a schermi OLED curvi, mentre il riconoscimento facciale richiama in automatico le preferenze del guidatore, comprese posizione di sedile e volante e impostazioni degli ADAS. Lo smartphone può fare da chiave digitale e l’head-up display con realtà aumentata proietta indicazioni di navigazione e segnalazioni dei sistemi di assistenza direttamente nel campo visivo.
Fonte: TecnoAndroid








