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Con il nome preso da una formazione rocciosa spagnola, Bentley Torcal è il primo modello completamente elettrico della casa di Crewe e oggi si è finalmente mostrato nella sua versione di produzione, dopo settimane passate sotto le pellicole mimetiche. Quel camuffamento aveva fatto il suo lavoro piuttosto bene, perché la vettura reale risulta meno tondeggiante e decisamente più squadrata di quanto lasciasse immaginare il travestimento. Qualche idea arrivata dalla concept EXP 15 è finita sulla strada, anche se le proporzioni allungate e un po’ teatrali della show car sono rimaste dov’erano.
Le dimensioni sono inferiori a quelle della Bentayga e il posizionamento di prezzo dovrebbe restare sotto quel modello, o quantomeno sotto la sua versione ibrida plug in. Quanto costerà esattamente, però, la casa britannica non lo ha ancora detto. L’influenza della EXP 15 si nota soprattutto guardando la coda, dove il disegno si fa più netto e riconoscibile.
Due livelli di potenza e una meccanica di famiglia
Sotto la carrozzeria si ritrovano soluzioni già viste altrove, perché Bentley condivide tecnologia con Porsche all’interno della galassia Volkswagen. La potenza non arriva ai livelli della Cayenne elettrica, ma resta più che generosa. La versione standard dichiara picchi di 810 cavalli, pari a 604 kW, e 1.194 Nm di coppia, numeri che bastano per passare da 0 a 96 km/h in 3,3 secondi, mentre lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 3,4 secondi.
Chi vuole qualcosa in più può guardare alla Torcal S, che sale a 875 cavalli, ovvero 653 kW, e 1.350 Nm nella configurazione più spinta. Con questi valori lo 0 a 96 km/h scende a 2,8 secondi, lo 0 a 100 km/h a 2,9, e la velocità massima cresce fino a 260 km/h contro i 250 km/h della variante base. Differenze che, fuori da certi tratti di autostrada tedesca, restano abbastanza teoriche.
Il peso è cresciuto parecchio rispetto a una Bentley termica, eppure sospensioni e modalità di guida sono state calibrate per non spiazzare i clienti abituali, dalla risposta del pedale fino alla rapidità dello sterzo. Merito anche delle sospensioni attive, che permettono al modello di cambiare pelle a seconda della situazione. Martin Page, product line director del progetto, ha spiegato che in condizioni stabili il comfort e la fluidità sono quelli di una Flying Spur, mentre in guida dinamica la vettura si comporta come una GT vera e propria. Dal sedile posteriore la sensazione è proprio quella di un’auto che si appoggia in curva invece di restare rigidamente piatta, filosofia opposta a quella di un’altra celebre casa britannica del lusso estremo. Curiosità non da poco, il Torcal in movimento riesce anche a suonare come un V8 da 6,75 litri, a meno che l’impostazione non venga disattivata.
Abitacolo, materiali e tempi di ricarica
L’interno è stato svelato solo ora, dopo che diversi elementi di design erano rimasti coperti da riservatezza. Tra i materiali disponibili compaiono un nuovo tessuto in lana merino e una finitura in legno ottenuta incollando fino a 1.000 ritagli di noce, poi affettati per ricavarne un’impiallacciatura. Non c’è uno schermo dedicato al passeggero e, nota meno gradita per i puristi, sono spariti i classici comandi metallici a forma di registro d’organo che aprivano e chiudevano le bocchette. L’orientamento dell’aria adesso si gestisce dal touchscreen curvo OLED centrale, lo stesso sistema di infotainment adottato dalla Cayenne elettrica.
Sul fronte autonomia manca ancora il dato ufficiale statunitense, che arriverà più vicino all’avvio delle vendite negli Stati Uniti, previsto per i primi mesi del prossimo anno. L’attesa è per almeno 480 chilometri, mentre nel ciclo WLTP la casa dichiara 600 chilometri. La batteria ha una capacità netta di 113 kWh, lavora a 800 V e accetta ricarica rapida in corrente continua fino a 400 kW, con un passaggio dal 10 all’80% che secondo Bentley richiede poco meno di 20 minuti.
Fonte: TecnoAndroid








