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Axelera AI Europa: il chip europeo arriva nei server Dell

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Si chiama Europa il chip AI progettato in Europa che punta a finire dentro i server di Dell e Supermicro, e non è solo un annuncio di laboratorio. Dietro c’è Axelera AI, società nata a Eindhoven nei Paesi Bassi nel 2021, che ha appena messo sul mercato la seconda generazione della propria architettura per l’inferenza e ha firmato nuovi contratti per fornire i suoi acceleratori alle AI Factory. La differenza rispetto al passato è tutta qui: non basta disegnare silicio interessante, servono sistemi che un responsabile IT possa comprare davvero.

I numeri raccontati dall’azienda parlano di oltre 600 clienti tra industria, sicurezza, difesa, enterprise e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’amministratore delegato Fabrizio Del Maffeo ha parlato di accordi già firmati per decine di milioni e di un bacino di opportunità commerciali potenziali intorno a 1,4 miliardi di euro. Dalla fondazione, Axelera ha raccolto più di 415 milioni di euro, di cui circa 230 milioni nel round chiuso a febbraio 2026 guidato da Innovation Industries con la partecipazione, tra gli altri, di BlackRock e SiteGround Capital. Una dotazione consistente per una startup europea di semiconduttori, piccola se paragonata ai budget dei colossi dell’hardware AI. Ma l’obiettivo non è replicare una GPU generalista.

Da Metis a Europa, il salto verso i server aziendali

L’architettura era stata anticipata a ottobre 2025, con le prime consegne previste nel 2026. L’annuncio del 15 settembre segna quindi il passaggio alla fase commerciale vera e propria. Se la generazione precedente, Metis, era pensata per portare computer vision e modelli leggeri vicino ai dati, tra telecamere, macchine industriali e apparati embedded, Europa alza il tiro: workstation, server enterprise, robotica, videoanalisi su larga scala e applicazioni di AI generativa con più utenti in parallelo.

Sotto il cofano ci sono otto core AI di seconda generazione e, secondo le specifiche del produttore, 629 TOPS in precisione INT8. Numeri utili per inquadrare la potenza teorica, poco per confrontare due chip tra loro, visto che memoria, compilatore e caratteristiche del modello cambiano radicalmente il risultato. Europa supporta INT4, INT8 e INT16, affianca ai core dedicati 16 processori vettoriali RISC V e integra un decoder hardware H.264/H.265 in grado di gestire flussi 4K fino a 120 fotogrammi al secondo. L’idea è togliere lavoro alla CPU host, comprese le fasi di preparazione e trattamento dei dati.

Meno spostamenti di dati, meno watt

Il cuore tecnologico si chiama calcolo digitale direttamente in memoria, il Digital In Memory Compute brevettato da Axelera. Avvicinando unità di calcolo e memoria SRAM si riduce il continuo palleggio di dati, uno dei principali costi energetici delle architetture classiche. Europa dispone di 128 MB di SRAM L2, una banda verso la DRAM dichiarata di 200 GB/s e configurazioni con memoria fino a 64 GB per chip, sufficienti per modelli fino a 32 miliardi di parametri su singolo acceleratore. La dimensione nominale, però, non dice quanto veloce sarà l’esecuzione: quantizzazione, finestra di contesto, KV cache e utenti simultanei pesano eccome.

Sul fronte consumi, la scheda a singolo chip ha un TDP di 45 W, con assorbimenti tipici indicati tra 30 e 40 W. Axelera dichiara un vantaggio tra 3 e 5 volte nel rapporto prestazioni/prezzo e tra 2 e 3 volte nel rapporto prestazioni/watt rispetto alle piattaforme concorrenti. Dati del produttore, da leggere come tali.

Il vero test sono i partner, non i TOPS

Europa può essere utilizzato in specifici prodotti Dell e Supermicro, mentre Axelera collabora con Dell ed E4 Computer Engineering come fornitore per IT4LIA, l’AI Factory italiana legata a EuroHPC, oltre a essere coinvolta nel progetto MeluXina in Lussemburgo. Il software è affidato a Voyager SDK, lo strato usato per convertire, ottimizzare e distribuire i modelli sulle AIPU dell’azienda. Sullo sfondo, il piano da 10 miliardi di euro annunciato dalla Commissione europea a luglio 2026 per sette AI Gigafactory, con l’ambizione di attirare altri 20 miliardi di investimenti privati accanto alle 19 AI Factory già previste od operative.

Il passo successivo si chiama Titania, architettura a chiplet destinata a server HPC e supercomputer, finanziata a marzo 2025 con circa 60 milioni di euro di fondi europei e attesa nel 2027.

Fonte: TecnoAndroid

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