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Le maniglie elettroniche pensate per Audi Q9 non hanno mai visto la luce sui modelli di serie, e il motivo è tanto semplice quanto curioso: è bastato un giro di prova al CEO per farle sparire dal progetto. Audi Q9 doveva rappresentare il massimo dell’innovazione anche nei dettagli più piccoli, eppure proprio uno di questi dettagli ha fatto cambiare idea a chi comanda.
Gernot Döllner, numero uno del marchio, ha raccontato ai media come sia andata. Il grande SUV di lusso, il più tecnologico mai realizzato dalla casa dei quattro anelli, avrebbe dovuto montare maniglie elettroniche al posto di quelle meccaniche tradizionali. Poi però Döllner ha guidato personalmente la vettura nelle fasi finali dello sviluppo e ha capito una cosa: quelle maniglie non erano né pratiche né soddisfacenti da usare tutti i giorni.
Un’idea innovativa che alla prova dei fatti non convinceva
Il sistema originale prevedeva una piccola aletta sensibile al tocco integrata nella parte alta della portiera. Niente più maniglia fisica da tirare, bastava sfiorare il sensore per attivare un meccanismo elettromeccanico che sganciava la portiera. Una soluzione che si vede già altrove nel settore, e che secondo Döllner finirà comunque su un futuro modello europeo di un segmento diverso. Per il SUV più grande, però, la scelta è ricaduta sul classico.
Le parole del CEO sono chiare. Il concept era innovativo, ma dal punto di vista del cliente risultava peggiore di una normale maniglia. E qui arriva la parte interessante: la Cina ha deciso di vietare questo tipo di maniglie più o meno nello stesso periodo, ma Döllner ha precisato che il divieto cinese ha giocato solo un ruolo marginale nella decisione. Il vero motivo era la praticità.
Chi compra un SUV di lusso di queste dimensioni, secondo Döllner, tiene più a un funzionamento solido e affidabile che a sfoggiare tecnologia intelligente. Aprire la portiera con i guanti, con le buste della spesa in mano o mentre si sistemano i bambini nei seggiolini non è il momento ideale per scoprire i limiti di un sensore touch futuristico. Non a caso il CEO si è detto davvero orgoglioso delle maniglie tradizionali che sono finite sul modello definitivo.
Una marcia indietro all’ultimo minuto
La cosa che colpisce davvero è quanto tardi sia arrivata questa decisione. Di solito servono due anni per cambiare le maniglie di una portiera, ha spiegato il capo di Audi, ma gli ingegneri della carrozzeria hanno fatto un lavoro straordinario e c’è stata anche un po’ di fortuna sul fronte degli ingombri, perché tutto ha combaciato al momento giusto.
Anche senza le maniglie sofisticate, comunque, Q9 non è certo a corto di tecnologia. Il nuovo ammiraglia del marchio arriva con portiere ad apertura elettrica, un enorme tetto panoramico in vetro e gli innovativi fari posteriori curvi a OLED. Posizionata sopra la Q7, la nuova top di gamma punta dritto a BMW X7 e Mercedes-Benz GLS, con configurazioni disponibili a sei e sette posti. In Europa Q9 monta un turbodiesel sei cilindri in linea 3.0 da 295 CV, mentre negli Stati Uniti c’è un benzina V6 2.9 da 429 CV e la SQ9 spinge fino a 591 CV grazie a un V8 4.0 biturbo.











