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Army of Robots: l’Ucraina vuole robot umanoidi al fronte

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La guerra in Ucraina ha cambiato in profondità l’idea stessa di fronte, e oggi una parte sempre più ampia del lavoro sul campo passa attraverso robot umanoidi e droni più che attraverso gli uomini. Le presenze umane nelle zone calde si riducono, quelle robotiche aumentano. In questo scenario si inserisce Army of Robots, un progetto pensato per portare sul terreno macchine capaci di sostituire i soldati nelle mansioni più rischiose, con un piano ucraino che appare sempre più orientato all’automazione.

Quando anche un compito banale diventa un rischio

Il fronte che molti immaginavano, fatto di trincee affollate e di reparti in movimento, non corrisponde più del tutto alla realtà del conflitto ucraino. Lungo la linea compaiono sempre più spesso mezzi automatici, e per certi versi si tratta di una buona notizia. Il motivo è semplice. Lì anche l’attività più ordinaria può trasformarsi in una trappola.

Basta pensare a qualche esempio concreto. Portare munizioni a una postazione, cambiare la batteria di un dispositivo oppure raggiungere un compagno ferito sono gesti che in condizioni normali richiedono pochi minuti e nessuna preparazione particolare. Al fronte, invece, obbligano chi li compie a uscire allo scoperto e inevitabilmente a esporsi al fuoco nemico. Ogni spostamento, anche il più breve, porta con sé un pericolo reale per chi lo affronta.

È proprio da questa quotidianità fatta di piccole operazioni ripetute che prende forma l’idea di affidare parte del lavoro alle macchine. Non si parla di missioni spettacolari ma di compiti di supporto, quelli che tengono in piedi una postazione e che finora dipendevano interamente dalle persone presenti sul posto.

Army of Robots e il piano di Mykhailo Fedorov

A dare un nome e una direzione a questa strategia è stato Mykhailo Fedorov, ex ministro ucraino della Difesa, che ha presentato di recente Army of Robots. L’iniziativa punta ad affiancare ai soldati mezzi in grado di muoversi e lavorare sul terreno, con un obiettivo dichiarato che riguarda lo sviluppo di robot umanoidi e di altri mezzi senza equipaggio. L’idea di fondo è ridurre il numero di persone costrette a esporsi per svolgere attività che una macchina potrebbe gestire al loro posto.

La scelta di includere anche robot dotati di braccia e gambe è forse l’aspetto più curioso del progetto. I droni e i veicoli automatici sono ormai una presenza abituale nel conflitto, mentre l’ipotesi di vedere sistemi dalla forma umana impegnati sul campo apre uno scenario diverso. I compiti elencati, dal trasporto di materiale alla sostituzione di una batteria fino al soccorso di un ferito, sono esattamente quelli su cui l’iniziativa intende intervenire.

Un progetto ancora ai primi passi

Nonostante l’ambizione, Army of Robots si trova soltanto all’inizio del suo percorso. Fedorov si sta muovendo in fretta per coinvolgere ingegneri, aziende e investitori disposti a contribuire allo sviluppo delle nuove macchine, segno che la fase attuale è soprattutto quella della costruzione di una rete di competenze e di risorse economiche.

Per questa ragione non esiste ancora una vera forza robotica pronta a operare su larga scala al fianco delle truppe ucraine. I robot umanoidi immaginati dal progetto non sono dunque una realtà già schierata sul fronte ma un obiettivo verso cui Fedorov sta cercando di indirizzare tecnici, imprese e capitali nel minor tempo possibile.

Fonte: TecnoAndroid

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