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Apple Watch registra con Audio Intelligence: si teme per la privacy

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Apple Watch si mette in ascolto, ma senza registrare: è questa la promessa che accompagna le quattro nuove funzioni raccolte sotto il nome di Audio Intelligence, arrivate con Apple Watch Series 12 e Apple Watch Ultra 4. Riconoscimento suoni, riconoscimento brani tramite Shazam, Live Rewind e Siri Recap: sulla carta, un pacchetto che allarga di molto il raggio d’azione dell’orologio. Nella pratica, almeno per due di queste novità, si apre un tema che vale la pena affrontare con calma, quello della privacy di chi sta intorno a chi indossa il dispositivo.

Il punto è semplice. Per funzionare, Live Rewind e Siri Recap non ascoltano soltanto la voce di chi porta l’orologio al polso, ma tutto quello che viene detto nelle vicinanze. Comprese le parole di persone che magari non hanno la più pallida idea che ci sia un microfono attivo a mezzo metro di distanza. Live Rewind consente di recuperare gli ultimi 15 secondi di una conversazione: due pressioni sulla Corona Digitale e sul display compare un estratto testuale di quanto appena pronunciato. Siri Recap lavora su finestre temporali più ampie e produce brevi riepiloghi delle conversazioni, completi di titolo e punti principali, poi consultabili nell’app Siri.

Come Apple prova a evitare che Apple Watch diventi un registratore

La distinzione che Apple mette in primo piano è netta: nessuna registrazione viene creata, nessuna registrazione viene conservata. L’audio attraversa un buffer protetto che risiede nel Secure Exclave del chip S11, una porzione isolata a livello hardware dal resto del sistema. Secondo l’azienda, l’audio grezzo non è accessibile all’utente, alle app, al sistema operativo e nemmeno ad Apple stessa, e viene cancellato immediatamente dopo l’elaborazione.

Su Live Rewind anche il riconoscimento vocale avviene direttamente sull’orologio. L’estratto testuale dei 15 secondi svanisce in modo definitivo circa 30 secondi dopo che lo schermo si spegne, a meno che non venga salvato o utilizzato con Siri. C’è poi un dettaglio che conta più di quanto sembri: quando la funzione viene richiamata, Apple Watch emette un segnale acustico anche in modalità silenziosa, mostra un’animazione sul display e accende l’indicatore del microfono. Un modo per rendere visibile, e udibile, ciò che sta accadendo anche a chi si trova nei paraggi.

Siri Recap, iPhone e i riepiloghi che durano sette giorni

Il funzionamento di Siri Recap coinvolge anche iPhone abbinato. L’audio viene trasmesso in forma crittografata al Secure Exclave dell’iPhone, dove avviene la trascrizione e la sintesi. A Private Cloud Compute arriva soltanto una versione già sintetizzata e crittografata della trascrizione, mai l’audio originale. I riepiloghi, se non vengono salvati o esportati, sparaiscono automaticamente dopo sette giorni. Quelli che restano nell’app Siri, insieme agli estratti di Live Rewind conservati manualmente, possono essere sincronizzati tramite iCloud con crittografia end to end.

Sul piano tecnico, quindi, l’architettura è pensata per chiudere tutte le porte possibili. L’audio non esce dall’area protetta, non viene archiviato, non finisce nelle mani di terzi. Resta però una questione che nessun chip può risolvere da solo, ed è quella del consenso di chi partecipa alla conversazione senza averla scelta. Un segnale acustico e un’icona sul quadrante sono accorgimenti concreti, ma funzionano solo se qualcuno li nota.

Le altre due funzioni di Audio Intelligence si muovono su un terreno meno delicato. Il riconoscimento suoni serve a identificare rumori dell’ambiente, mentre il riconoscimento brani si appoggia a Shazam per capire quale canzone stia suonando. Nessuna delle due lavora sul contenuto del parlato, e questo le tiene fuori dal dibattito che accompagna Live Rewind e Siri Recap.

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