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Grok 4.9 sfida Fable 5, Musk frena sull’AI che scrive codice

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Elon Musk ha messo nero su bianco un limite che in pochi, nel suo entourage, ammettono volentieri: l’intelligenza artificiale non è ancora all’altezza quando si tratta di scrivere software ad altissime prestazioni. Il commento arriva insieme alla tabella di marcia dei prossimi modelli, con Grok 4.9 indicato come la versione che dovrebbe finalmente reggere il confronto con i modelli di classe Astra e Fable. Il tutto è nato, come spesso accade, da uno scambio su X.

Il punto di partenza è Grok 4.8, il modello da 2.500 miliardi di parametri che secondo il numero uno di SpaceXAI avrebbe completato la fase di pretraining per passare poi al reinforcement learning. Un salto notevole rispetto alle iterazioni precedenti, almeno sulla carta. Musk ha aggiunto un dettaglio che ha acceso la discussione: il modello è stato addestrato sullo stack software in C++ sviluppato internamente dall’azienda.

Grok 4.9 sfida Fable 5: lo stack in C e C++ scritto da mani umane

Quando un dipendente di Google ha ipotizzato che quello stack fosse a sua volta il prodotto di codice generato da altri modelli, tipo GPT o Fable, la replica è stata secca. “Il nostro stack di training in C/C++ è stato scritto da esseri umani. L’intelligenza artificiale non è ancora abbastanza brava per software a prestazioni estreme (ma lo sarà)”. Una precisazione che vale doppio, perché arriva da chi di solito spinge l’acceleratore sulle capacità delle macchine invece di frenare.

C’è però una domanda rimasta senza risposta, ed è quella che molti sviluppatori si sono posti subito: lo stack è stato costruito con l’aiuto di agenti di coding usati dai programmatori umani? Su quel punto Musk non ha replicato. Il silenzio, in casi del genere, tende a pesare quanto una dichiarazione.

La corsa tra Grok 4.6, Fable 5 e i prezzi al ribasso

Settembre è stato un mese favorevole per SpaceXAI, che ha rilasciato Grok 4.6 rivendicando prestazioni paragonabili ai prodotti Fable 5 di Anthropic. Secondo i numeri diffusi dall’azienda, il modello ha totalizzato 61 punti sull’Artificial Analyst Intelligence Index, piazzandosi sopra GPT 5.6 Sol di OpenAI e restando a un solo punto da Fable 5. Non male, considerando il divario di listino tra i due.

Perché la partita si gioca anche sul prezzo, ed è qui che il confronto diventa impietoso. Grok 4.6 costa circa 1,80 euro per milione di token in ingresso e circa 5,50 euro per milione di token in uscita. Anthropic, per Fable 5, chiede circa 9 euro per milione di token in input e circa 45 euro per milione in output. Parliamo di una forbice che, su volumi industriali, cambia completamente i conti di chi sviluppa applicazioni.

Va ricordato che i modelli dell’azienda erano finiti sotto esame all’inizio dell’anno, quando il governo statunitense aveva deciso di limitarne l’accesso ai non cittadini. Una restrizione piuttosto ampia, che riguardava anche chi si trovava fisicamente sul territorio americano, e che è stata rimossa soltanto a fine giugno.

La scaletta dei prossimi modelli secondo Musk

Sul posizionamento delle versioni in arrivo, Musk ha fornito una mappa abbastanza dettagliata. Grok 4.7 dovrebbe collocarsi sullo stesso livello di Opus 5.0 di Anthropic, non della 5.1, quindi un gradino sotto rispetto a quanto qualcuno si aspettava. Grok 4.8 viene descritto come un “miglioramento evidente”, mentre il vero salto è rimandato a Grok 4.9, che secondo le sue parole dovrebbe “probabilmente” allinearsi alla classe di modelli Astra e Fable.

Il condizionale, in questo caso, è dichiarato apertamente. Un approccio insolito per chi tende a promettere traguardi in tempi compressi, e che combacia con l’ammissione sul codice ad alte prestazioni ancora affidato agli ingegneri in carne e ossa.

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