Vai al contenuto
Offerte

Apple M6 da record su Geekbench: 4.071 punti in single-core

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Apple M6 ha fatto la sua prima comparsa nei database dei benchmark e i numeri, se confermati, raccontano di un salto notevole rispetto alla generazione precedente. Il chip equipaggia i nuovi Mac Mini presentati a fine agosto, quelli che a conti fatti sono stati i primi dispositivi della casa di Cupertino a montare silicio a 2 nanometri, prima ancora degli iPhone 18 Pro arrivati sul mercato in questi giorni. Una curiosità che vale la pena chiarire subito, perché il primato dei 2 nm sugli smartphone non appartiene nemmeno a Apple: ci era arrivato prima Galaxy S26 con Exynos 2600, prodotto internamente da Samsung.

Le consegne dei nuovi Mac Mini sono attese tra una settimana esatta, ma qualche unità in anteprima ha evidentemente già raggiunto recensori e addetti ai lavori. È il modo più classico con cui questi risultati finiscono online prima del tempo, e anche stavolta è andata così.

I numeri di Geekbench 7

Su Geekbench 7 il nuovo processore ha totalizzato 4.071 punti nel test single-core e 22.783 punti in quello multi-core. Per avere un metro di paragone, M5 si ferma attorno ai 3.640 punti nel primo caso e a circa 17.950 nel secondo. Tradotto in percentuali, si parla di un miglioramento di circa il 12% sul singolo core e del 27% sul multi-core.

Va però messa una postilla, perché il confronto non è del tutto onesto. Un Mac Mini con M5 non è mai esistito, quindi l’unico termine di paragone disponibile è il MacBook Pro, che è una macchina radicalmente diversa: alimentazione, dimensioni, form factor e soprattutto sistema di dissipazione del calore non hanno niente a che vedere con quelli di un desktop, per quanto compatto. Un Mac Mini può permettersi di far lavorare il silicio in condizioni molto più rilassate. Se si potessero mettere a confronto due macchine identiche, insomma, il distacco sarebbe probabilmente più contenuto.

Il record nel single-core

Detto questo, 4.071 punti in single-core restano un risultato enorme. Anzi, a guardare i database è un record assoluto per un processore desktop, senza distinzione tra architettura ARM e x86 e senza guardare in faccia a nessun produttore. Nemmeno M5 Max riesce ad avvicinarsi, visto che si ferma attorno ai 3.730 punti, e stiamo parlando della variante più muscolare della generazione precedente.

Fuori casa Apple il quadro è ancora più netto. Lo Snapdragon X2 Elite Extreme di Qualcomm, che rappresenta il vertice dell’offerta ARM per Windows, si attesta intorno ai 3.400 punti. I processori x86 sono ancora più lontani: il Ryzen AI Max+ 395 di AMD raggiunge all’incirca i 2.400 punti, un valore che rende bene l’idea della distanza accumulata sul fronte delle prestazioni a singolo thread.

Qui però serve prudenza, e non è una precisazione di comodo. Confrontare punteggi ottenuti su piattaforme operative diverse è già un esercizio che richiede cautela, perché ogni sistema gestisce a modo suo la priorità dei processi, il throttling e la memoria. Quando alla variabile del sistema operativo si somma anche quella dell’architettura della CPU, il paragone diventa quasi impossibile da leggere in modo pulito. I benchmark restituiscono un ordine di grandezza, non una classifica definitiva su quale macchina lavori meglio nell’uso di tutti i giorni.

Condividi:
176 Condivisioni