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Ulysses si aggiorna con Siri AI, ma l’UE resta esclusa

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Chi scrive per mestiere conosce bene Ulysses, e questa volta l’app per la scrittura arriva con un aggiornamento che tocca parecchi punti sensibili: il supporto a Siri AI, un’interfaccia rinfrescata, la barra degli strumenti finalmente personalizzabile e i template di progetto. Il rilascio segue di poco l’arrivo di macOS 27 Golden Gate e di iOS 27, con cui l’applicazione si allinea sia nell’aspetto sia nelle funzioni.

Il pezzo forte, almeno sulla carta, è l’integrazione con l’assistente di Apple. Su Mac compare un pulsante dedicato nella barra degli strumenti che richiama la nuova interfaccia di Siri AI, pensata per scrivere, riscrivere, correggere le bozze e in generale lavorare sul testo senza uscire dall’editor. C’è anche la cosiddetta onscreen awareness, ovvero la capacità dell’assistente di tenere conto di quello che si ha davanti sullo schermo. Unica eccezione, e non è un dettaglio da poco: gli utenti dell’Unione Europea restano esclusi da queste funzioni.

Ulysses: barra degli strumenti su misura e icone ripensate

Al di là dell’intelligenza artificiale, l’aggiornamento mette mano a qualcosa che gli utenti di lunga data chiedevano da tempo. La barra degli strumenti personalizzabile permette adesso di decidere cosa tenere a portata di clic: pulsanti di navigazione, blocchi, spaziature, suggerimenti e altro ancora. Ognuno può costruirsi il proprio set, spostare le cose dove servono davvero e togliere quello che non usa mai.

Cambiano anche le icone dei gruppi, con l’arrivo dei pittogrammi richiesti a gran voce dalla community. Piccolo dettaglio estetico, certo, ma per chi gestisce decine di cartelle e progetti la differenza si nota subito. Migliorato pure il supporto all’accessibilità, in particolare durante la modifica delle condizioni dei filtri e delle icone dei gruppi.

Il resto sono ritocchi visivi che avvicinano l’app al linguaggio grafico dei nuovi sistemi operativi. Niente stravolgimenti, piuttosto un adeguamento: Ulysses continua a somigliare a se stessa, cosa che chi la usa quotidianamente tende ad apprezzare più di qualsiasi restyling radicale.

Template di progetto e un’identità che non cambia

L’altra novità concreta riguarda i template di progetto. Quando si crea un nuovo progetto è ora possibile scegliere un modello di partenza, così da ritrovarsi già con un paio di gruppi e fogli di esempio invece che davanti a uno spazio completamente vuoto. Per chi lavora su strutture ricorrenti, come una serie di articoli o le note per un podcast, significa saltare la parte più noiosa dell’impostazione iniziale.

Vale la pena ricordare che Ulysses è disponibile anche tramite Setapp, l’abbonamento che raccoglie un catalogo di applicazioni per Mac. Una via alternativa all’acquisto diretto, comoda per chi già paga il servizio.

Nel corso degli ultimi dieci anni l’app ha attraversato parecchie trasformazioni, assorbendo nuovi flussi di lavoro e adattandosi alle richieste di chi la usa, senza però perdere la caratteristica che ne ha decretato il successo: un editor pulito, con un ottimo supporto Markdown e nessuna distrazione intorno al testo. Bozze di email, note per registrazioni audio, articoli lunghi, appunti sparsi: tutto parte dalla stessa finestra bianca.

L’aggiornamento si muove nella stessa direzione. Le funzioni di Siri AI non occupano il centro della scena, stanno lì a disposizione di chi le vuole usare, raggiungibili con un pulsante che peraltro si può spostare o rimuovere grazie alla nuova personalizzazione della toolbar. Chi preferisce continuare a scrivere senza assistenti digitali può semplicemente ignorarle e godersi l’interfaccia aggiornata, i pittogrammi nuovi e i template.

Per tutti gli altri, l’esclusione europea dalle funzioni di intelligenza artificiale resta il limite più evidente di questa versione, una conseguenza diretta delle scelte di Apple sul territorio dell’Unione e non certo dello sviluppatore dell’app.

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