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Apple tocca il record storico in Borsa tre settimane dopo Cook

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Tre settimane dopo il passaggio di consegne, Apple ha toccato la valutazione più alta della sua storia, con il titolo che nelle prime battute della seduta di oggi ha sfiorato i EUR 301, circa 295 euro, superando il precedente massimo intraday registrato a luglio a quota EUR 301, poco meno di 294 euro. Un dettaglio non da poco, perché arriva proprio nel periodo in cui John Ternus si è seduto sulla poltrona lasciata da Tim Cook, in un momento che sulla carta sembrava tutt’altro che semplice.

Il contesto aiuta a capire quanto sia cambiato l’umore del mercato nel giro di poche settimane. Cook sembrava avviato a consegnare il timone con la società già ai massimi storici, poi l’ultima trimestrale ha gelato gli investitori e il titolo ha perso circa il 10%. Una scivolata brusca, seguita però da un recupero graduale, fatto di sedute altalenanti e di una volatilità che non è mai davvero sparita dal quadro.

Dal cambio al vertice al nuovo record

Nel giorno in cui Cook ha passato il testimone, le azioni Apple hanno chiuso a EUR 276, intorno ai 271 euro, per una capitalizzazione di mercato di circa 4.680 miliardi di dollari, vale a dire poco più di 4.000 miliardi di euro. Numeri enormi, certo, ma inferiori ai picchi toccati nei mesi precedenti. Subito dopo l’arrivo di Ternus il titolo ha perso fino al 3% nell’avvicinamento all’evento “Surprise and Shine”, seguendo un copione che a Cupertino conoscono bene.

Storicamente, infatti, il titolo Apple ha quasi sempre reagito male agli eventi di prodotto di settembre, con vendite quasi automatiche nelle ore successive alle presentazioni. Quest’anno la dinamica si è rovesciata. La risposta è stata largamente positiva, sia a Wall Street sia tra il pubblico generalista, ed è proprio da lì che è partita la rincorsa verso il nuovo massimo.

Cosa dicono davvero i numeri

Oggi il titolo ha guadagnato circa l’1% fino a toccare quei EUR 301 che valgono il primato assoluto, seppur per pochi istanti. Al momento della pubblicazione le quotazioni erano scese a EUR 298, circa 292 euro, quindi leggermente sotto il record ma comunque su livelli che a inizio mese sembravano lontani. È il tipo di movimento che racconta più di un rimbalzo tecnico, anche se va maneggiato con cautela.

Attribuire tutto il merito a Ternus sarebbe prematuro, e sarebbe anche un po’ ingeneroso verso la complessità dei mercati. Tre settimane restano un campione minuscolo per giudicare un amministratore delegato, soprattutto in un’azienda che muove cifre di questa portata. Quello che si può osservare, con i dati alla mano, è che dal giorno dell’insediamento la curva del valore di mercato ha preso una direzione costante verso l’alto.

La lettura più ragionevole è che gli investitori stiano reagendo bene a due cose messe insieme, il cambio di leadership e la roadmap attuale dei prodotti. Dopo la trimestrale che aveva spaventato il mercato, il fatto che un evento di settembre abbia generato entusiasmo invece di scetticismo è un segnale che a Cupertino difficilmente passerà inosservato.

Fonte: TecnoAndroid

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