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Apple e Qualcomm rinnovano la licenza nonostante i modem C2

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Apple e Qualcomm hanno rinnovato il loro accordo globale di licenza sui brevetti, una decisione che riguarda da vicino chiunque abbia in tasca un iPhone. Il tempismo è curioso perché il rinnovo arriva proprio mentre Cupertino sta spingendo più che mai sullo sviluppo dei propri modem 5G. Tra le due aziende il rapporto è sempre stato piuttosto particolare. Sono passate dall’essere partner indispensabili allo scontro nelle aule di tribunale, per poi ritrovarsi di nuovo a collaborare perché, semplicemente, avevano ancora bisogno l’una dell’altra.

Basta guardare indietro di qualche anno per capire quanto sia cambiato il clima. Nel 2017 le due società avviarono una battaglia legale sui brevetti e sulle condizioni economiche delle licenze di Qualcomm. La disputa andò avanti per due anni e finì per rallentare perfino l’arrivo degli iPhone con connettività 5G, in un momento in cui la concorrenza aveva già cominciato a integrare modem di nuova generazione. La svolta arrivò nell’aprile del 2019, con un’intesa che chiudeva tutti i contenziosi e apriva la strada alla fornitura di chip per la connettività. Grazie a quell’accordo nel 2020 debuttarono gli iPhone 12, i primi smartphone della Mela compatibili con il 5G.

Apple e Qualcomm: un rinnovo che pesa più di quanto sembri

In questi giorni Qualcomm ha comunicato che Apple ha rinnovato l’accordo di licenza globale sui brevetti. Il nuovo contratto entrerà in vigore il 1° aprile del prossimo anno, esattamente quando scadrà quello attuale. Sulle condizioni economiche non è trapelato nulla e le due aziende hanno preferito mantenere il riserbo.

La notizia ha un certo peso perché negli ultimi tempi sembrava che Apple stesse cercando in tutti i modi di ridurre la propria dipendenza dal colosso di San Diego. Cupertino dispone ormai di modem progettati internamente come C1, C1X e C2, ma questo non basta ancora per fare a meno dei brevetti di Qualcomm. Anche quando un iPhone monta un modem disegnato da Apple, alle spalle esiste una rete complessa di licenze e accordi che consente al telefono di collegarsi alle reti mobili. E per il momento, in alcuni mercati, il ruolo di Qualcomm resta centrale.

Il caso di iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max

Un esempio concreto arriva dai recenti iPhone 18 Pro e dalla loro dotazione in fatto di modem 5G. Non in tutto il mondo viene venduto esattamente lo stesso dispositivo. iPhone 18 Pro utilizza il modem C2 di Apple ovunque, senza eccezioni. iPhone 18 Pro Max monta anch’esso il C2 a livello globale, con l’unica eccezione degli Stati Uniti, dove all’interno trova posto il Snapdragon X80 di Qualcomm.

Nell’uso quotidiano questa differenza non dovrebbe tradursi in variazioni rilevanti nella connessione alle reti dati. C’è però un aspetto da considerare, perché gli iPhone con modem proprietario di Apple tendono a essere più efficienti dal punto di vista energetico. E questo incide direttamente sull’autonomia della batteria.

Il rinnovo della licenza, comunque, non va letto come un passo indietro. Apple non ha alcuna intenzione di abbandonare lo sviluppo dei suoi chip di connettività e il percorso che ha portato dal C1 al C1X fino all’attuale C2 lo dimostra chiaramente. L’obiettivo sembra quello di avere un controllo sempre maggiore su un componente fondamentale dello smartphone e di dipendere sempre meno dai fornitori esterni.

Anche continuando a sviluppare i propri modem, però, l’azienda di Cupertino ha ancora bisogno dei brevetti di Qualcomm per alcune specifiche tecnologie di connessione. E se anche fosse in grado di integrarle nei suoi chip senza un accordo, finirebbe per violare proprio quelle licenze che in passato avevano già portato le due società davanti a un giudice.

Fonte: TecnoAndroid

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