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La possibilità di guardare video di YouTube direttamente sullo schermo dell’auto arriva finalmente su Android Auto, e non serve più armeggiare con app installate a mano. Google ha deciso di integrare la funzione in modo nativo, chiudendo una delle richieste più insistenti arrivate da chi passa parecchio tempo seduto in macchina con il motore spento. Fino a oggi l’unica strada era il sideload di applicazioni di terze parti, con tutti i limiti del caso.
Chi ci ha provato conosce bene la storia. App come Fermata funzionavano, sì, ma con un’affidabilità altalenante: bastava un aggiornamento per rompere tutto, e capitava spesso di ritrovarsi solo con i pulsanti di riproduzione a schermo e nessun video. Senza contare il rischio, tutt’altro che teorico, di dimenticare l’app aperta e ripartire con un filmato ancora attivo su una porzione del display dell’infotainment. Una soluzione ingegnosa, ma che non ha mai dato l’impressione di essere davvero pensata per l’auto.
Cosa cambia con il nuovo aggiornamento di Android Auto
Il pacchetto di novità non si ferma ai video. L’interfaccia adotta il linguaggio Material You Expressive, con animazioni più morbide, font personalizzabili, sfondi a scelta e widget riepilogativi che si possono configurare a piacere. È il ritocco estetico più corposo dai tempi di Coolwalk, l’aggiornamento del 2022 che aveva introdotto la divisione dello schermo in più riquadri.
Il pezzo forte resta però la riproduzione video di YouTube, disponibile solo a veicolo fermo e con qualità fino al Full HD a 60 fps. Nessuna interruzione brusca nel momento in cui si innesta la marcia: il sistema passa in automatico alla modalità solo audio e continua a far girare il contenuto in sottofondo. Va detto che questo passaggio automatico è riservato agli abbonati YouTube Premium, quindi chi usa la versione gratuita non potrà contare sulla continuità tra video e audio.
Il meccanismo, tra l’altro, non è pensato come un’esclusiva. Google ha costruito la funzione in modo che possa essere sfruttata anche da altre applicazioni capaci di gestire l’audio in background, il che apre la porta a scenari interessanti nei mesi a venire.
Quali app potrebbero seguire e chi riceverà l’aggiornamento
Il nome che viene in mente per primo è Spotify, che al momento riduce i podcast video alla sola traccia audio quando ci si collega ad Android Auto. Con l’infrastruttura già pronta, non sarebbe strano vedere la piattaforma svedese muoversi nella stessa direzione. Discorso simile per i servizi di streaming veri e propri, da Netflix ad Amazon Prime, che su uno schermo fermo in un parcheggio troverebbero un contesto d’uso tutt’altro che assurdo. C’è poi il capitolo famiglie: cartoni animati o contenuti educativi sul display dell’auto significano un tablet in meno da passare ai bambini durante le attese.
Sul fronte della distribuzione, però, l’entusiasmo va calibrato. Il rollout della nuova versione di Android Auto e della riproduzione video dipende dagli aggiornamenti rilasciati dai singoli costruttori, non solo da Google. Al momento risultano confermati soltanto pochi marchi automobilistici, e non è stata comunicata alcuna tempistica precisa. In pratica, tra due proprietari di smartphone identici, chi guida un modello aggiornato di recente potrebbe vedere la funzione ben prima di chi ha un’auto con un sistema di infotainment più datato.
Resta il fatto che una porzione di schermo finora praticamente inutilizzata durante le soste diventa improvvisamente sfruttabile, che si tratti di recuperare un podcast, guardare gli highlight sportivi o ingannare l’attesa nel traffico fermo. Il tutto senza dover ricorrere a installazioni manuali, permessi da concedere a mano e app che smettono di funzionare al primo aggiornamento di sistema.










