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Google Pixel 11, HiLight solo sui Pro ma la RAM resta a 12 GB

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Tra le indiscrezioni che circolano intorno a Pixel 11 ce n’è una che farà storcere il naso a chi punta al modello base e un’altra che invece rassicura parecchio. Partiamo dalla seconda, quella positiva: la crisi delle memorie, che secondo diverse voci avrebbe costretto Google a ridimensionare la dotazione di RAM, non porterà al temuto passaggio da 12 a 8 GB sulla variante standard. La notizia meno piacevole riguarda invece una delle novità più chiacchierate della nuova famiglia, che potrebbe restare appannaggio esclusivo delle versioni Pro.

Si parla di HiLight, la funzione che fino a poco tempo fa veniva indicata con il nome provvisorio di Pixel Glow. Il nome definitivo è emerso solo di recente e il concetto, tutto sommato, è semplice da spiegare anche a chi non mastica specifiche tecniche tutti i giorni.

HiLight, il LED di notifica che torna sotto mentite spoglie

In pratica il flash posteriore si trasforma in una luce RGB in grado di accendersi e colorarsi per comunicare informazioni all’utente. Chiamiamolo pure il ritorno del vecchio LED di notifica, quello che per anni ha lampeggiato sui frontali degli smartphone prima di sparire quasi ovunque. Nulla di rivoluzionario, per carità, ma è uno di quei dettagli che chi ha vissuto l’epoca d’oro di Android ricorda con una certa nostalgia. Una specie di ritorno al futuro, con l’unica differenza che stavolta la luce si trova sul retro e non accanto alla capsula auricolare.

Il problema, stando a quanto anticipato sui social dal leaker evowizz, è che Google avrebbe deciso di non estendere HiLight a tutta la gamma. La funzione sarebbe riservata a Pixel 11 Pro e Pro XL, oltre che al pieghevole Pro Fold, lasciando fuori proprio il modello standard. Una scelta di segmentazione abbastanza classica, che però stona un po’ considerando che l’hardware necessario, ossia il flash, è presente su tutti i dispositivi della famiglia. Insomma, più una divisione software che una reale limitazione tecnica.

Sulla RAM Google non arretra: 12 GB per tutti

Il capitolo memorie merita un discorso a parte, perché nelle ultime settimane il tema ha tenuto banco più di ogni altro. Le indiscrezioni precedenti immaginavano un arretramento a 8 GB per il modello base, conseguenza diretta del rincaro generalizzato dei chip di memoria che sta mettendo sotto pressione l’intero settore. L’ultima fuga di notizie racconta però una storia diversa: 12 GB di RAM per tutti i Pixel 11, variante base compresa.

È una decisione che ha un peso specifico notevole, e non solo sulla carta. L’intelligenza artificiale è ormai il cuore dell’esperienza Pixel, la cornice dentro cui Google costruisce buona parte del proprio racconto commerciale, e le funzioni che girano direttamente sul dispositivo hanno una fame di memoria che cresce di generazione in generazione. Tagliare la RAB sul modello d’ingresso avrebbe significato creare due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome, con il rischio concreto che il modello più accessibile finisse per essere percepito come mutilato.

Resta il fatto che la separazione tra base e Pro, almeno per quanto riguarda HiLight, sembra ormai una strada tracciata. Chi cercava nella nuova gamma un motivo in più per non salire di fascia dovrà accontentarsi della parità sulle memorie, che comunque non è poco di questi tempi.

Per chi invece guarda al presente e non vuole aspettare, l’esperienza Android pulita di Google resta disponibile a cifre decisamente più contenute: Pixel 9a si trova su Smarterstore.it a 328 euro, una delle proposte più interessanti per chi vuole il software di Mountain View senza spendere una fortuna.

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