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La beta 4 di Android 17 QPR2 è arrivata sui Pixel compatibili a due settimane esatte dalla beta 3, e chi si aspettava funzioni inedite farà bene a ridimensionare le attese. Questa build è una manutenzione vera e propria, un giro di cacciavite su decine di problemi segnalati dagli utenti nelle settimane precedenti. Nessuna funzione nuova sotto i riflettori, quindi, ma una lista di correzioni piuttosto lunga che tocca gestione termica, ricarica, audio in chiamata e diversi angoli dell’interfaccia.
Da segnalare anche una conferma che ormai è definitiva: Pixel 6 e Pixel 6 Pro restano fuori dalla lista dei dispositivi supportati, come già accaduto con la release precedente. Il numero di build cambia a seconda del modello e corrisponde a CP41.260814.003.A2 oppure CP41.260814.003.B1.
Cosa risolve la beta 4 di Android 17 QPR2
Il capitolo più interessante riguarda il surriscaldamento. Alcuni dispositivi si scaldavano oltre il dovuto durante l’uso normale e finivano per riavviarsi senza preavviso, un comportamento fastidioso che ora dovrebbe essere archiviato. Sistemata anche una stranezza legata alla ricarica: con l’ottimizzazione che ferma la batteria all’80% attiva, l’ultimo 2 per cento prima della soglia richiedeva tempi biblici. Ora il comportamento torna regolare.
Un’altra correzione che farà piacere a chi usa auricolari e casse riguarda l’audio delle telefonate, che per impostazione predefinita finiva sull’altoparlante del telefono invece che sui dispositivi Bluetooth già collegati. Sempre sul fronte audio, Google ha risolto un blocco delle risorse del servizio audio che si verificava durante la registrazione dello schermo: il microfono diventava inutilizzabile in tutte le app e anche con Gboard e Gemini, e l’unico rimedio era riavviare il telefono.
Diverse voci dell’elenco riguardano l’opzione per sviluppatori che consente di renderizzare le app sotto l’area di ritaglio del display. Con quella impostazione attiva capitava che il launcher mostrasse una barra di stato trasparente dopo essere usciti da un video a schermo intero, e in altri casi la navigazione tramite gesti smetteva semplicemente di rispondere. Entrambi i comportamenti sono stati corretti.
Interfaccia, occhiali smart e sicurezza
Sul fronte estetico e di usabilità il lavoro è capillare. Nel launcher, cercando un’app, il testo digitato in alcuni casi non veniva elaborato. Aprendo il menu di accensione con i tasti fisici mancava l’effetto di sfocatura dello sfondo dietro la barra di navigazione. E ancora, nel selettore delle app Recenti la prima scheda poteva bloccarsi e restare parzialmente nascosta dietro le altre durante lo scorrimento orizzontale.
Corretta anche un’incongruenza visiva: spegnendo lo schermo dalla home compariva una semplice dissolvenza al posto della classica animazione legata al pulsante di accensione. In modalità scura, poi, l’icona a ingranaggio delle impostazioni Wi-Fi era praticamente invisibile per un problema di contrasto. Sistemato pure il pannello delle notifiche, che non si lasciava scorrere fino in fondo.
Spazio anche agli accessori indossabili. Il mirroring dello schermo verso occhiali XR esterni collegati via USB-C non funzionava, mentre attivando la modalità 3D sugli occhiali smart connessi compariva soltanto uno schermo vuoto. Due bug ora chiusi, segno di quanta attenzione Google stia dedicando a questa categoria di dispositivi.
Restano da citare due interventi tecnici. Le applicazioni WebGL potevano bloccarsi o far crashare del tutto il processo del browser. E sul lato sicurezza, gli errori di sblocco facciale in condizioni di scarsa illuminazione scavalcavano il lettore di impronte digitali, costringendo l’utente a digitare il PIN. Anche questo comportamento è stato corretto con la nuova build.










