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Compagnie aeree più care d’Europa: la classifica e dov’è ITA

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Chi vola spesso in Europa lo sospettava già, ma ora ci sono i numeri: tra le compagnie aeree più care e più economiche in Europa il divario si è allargato fino a diventare uno dei fattori che pesano davvero sul portafoglio. Il quadro arriva da un’analisi di AirAdvisor, che ha messo in fila i vettori del continente usando un indicatore poco noto al grande pubblico ma molto usato dagli addetti ai lavori, il RASK. In cima alla classifica dei più costosi si trova la norvegese Widerøe, con 32 centesimi di euro per posto chilometro, un valore che stacca tutti gli altri di diverse lunghezze.

La classifica completa per RASK

Il RASK misura quanto ricavo genera ogni posto disponibile per ogni chilometro percorso. Tradotto in parole semplici, dà l’idea di quanto costi mediamente volare con quella compagnia rapportando il prezzo alla distanza. Secondo l’analisi, il costo per posto chilometro varia sensibilmente tra i principali vettori europei. In cima alla classifica si trova Widerøe, con 32,00 centesimi di euro per posto chilometro, un valore nettamente superiore rispetto agli altri operatori. Seguono British Airways, con 8,88 centesimi, Air France e Austrian Airlines, entrambe a 8,50, mentre Lufthansa si attesta a 8,45 centesimi.

Poco più sotto si trovano Aegean Airlines, con 8,39 centesimi, KLM con 8,37 e ITA Airways con 8,36. Swiss raggiunge quota 8,30 centesimi, seguita da Aer Lingus a 8,07, Brussels Airlines a 7,97 ed Eurowings a 7,82. La classifica prosegue con SAS, che registra 7,58 centesimi per posto chilometro, mentre Vueling si ferma a 7,49. Seguono Turkish Airlines con 7,29, Iberia con 7,08 e TAP Portugal con 6,96 centesimi. Ancora più in basso si trovano Norwegian Air Shuttle, a 6,80, e Transavia, a 6,64. Chiudono la graduatoria Finnair, con 6,22 centesimi, Ryanair con 5,56, easyJet con 5,21 e infine Wizz Air, che registra il valore più basso tra i vettori considerati, pari a 4,33 centesimi per posto chilometro.

Guardando la parte alta dell’elenco, salta all’occhio la concentrazione dei grandi nomi tradizionali. British Airways, Air France, Austrian Airlines, Lufthansa: tutte sopra gli 8 centesimi, con differenze tra loro minime. ITA Airways si colloca a 8,36 centesimi, in mezzo al gruppone dei vettori full service europei, poco sopra Swiss e appena sotto KLM. Un posizionamento che racconta bene come il mercato italiano segua le dinamiche dei grandi network continentali.

Perché il divario è cresciuto così tanto

Dall’altra parte della classifica ci sono i nomi che tutti si aspettano. Wizz Air chiude la graduatoria con 4,33 centesimi, preceduta da easyJet a 5,21 e da Ryanair a 5,56. Significa che, sulla stessa distanza, il costo per chilometro di un volo Wizz Air è meno della metà di quello di British Airways. Sorprende in parte la posizione di Finnair, a 6,22 centesimi, più bassa di quella di diverse concorrenti considerate low cost fino a qualche tempo fa.

Anton Radchenko, amministratore delegato di AirAdvisor, ha spiegato la logica dietro questi numeri: “La tendenza che stiamo osservando è una divergenza crescente tra i profili di ricavo dei vettori tradizionali full service e quelli degli operatori ad alto volume. Per i passeggeri, la conseguenza concreta è che la scelta della compagnia su una stessa rotta è diventata una delle variabili di costo più significative nel trasporto aereo europeo. E il divario tra le categorie più e meno costose analizzate in questo studio si misura ormai in decine di centesimi di euro per chilometro, non più in frazioni”.

Il caso Widerøe merita una nota a parte. Il valore fuori scala della compagnia norvegese, quattro volte superiore a quello dei grandi vettori europei, riflette un modello di business diverso, costruito su collegamenti regionali brevi in aree dove le alternative sono poche. Su tratte del genere il conto per chilometro sale inevitabilmente.

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