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Capita più spesso di quanto si pensi di ritrovarsi senza PIN e PUK della CIE proprio nel momento in cui servono, magari davanti al portale di un ente pubblico che chiede l’autenticazione. La buona notizia è che smarrire quei codici non obbliga a richiedere un nuovo documento al Comune, perché entrambi si possono recuperare dallo smartphone con una procedura tutto sommato abbordabile. La Carta d’Identità Elettronica è ormai una strada concreta per entrare nei servizi digitali della Pubblica Amministrazione, alternativa allo SPID, ma senza i suoi codici resta un pezzo di plastica con una foto sopra. Il punto è che PIN e PUK non arrivano sempre insieme, e chi usa la carta una volta ogni tanto tende a metterli da parte in un cassetto e a dimenticarsene. Prima di capire come rimediare conviene chiarire cosa fa l’uno e cosa fa l’altro, perché le due situazioni non sono identiche.
La differenza tra i due codici e cosa succede quando il PIN si blocca
Il PIN serve per accedere ai servizi digitali collegati alla CIE. Il PUK, invece, ha una funzione di sicurezza, entra in gioco quando qualcosa va storto. Dopo tre tentativi consecutivi con il codice sbagliato il PIN si blocca, e a quel punto l’unico modo per riprendere il controllo della carta è proprio il PUK, che consente di sbloccarla e di impostare un nuovo PIN.
Tradotto in pratica, dimenticare il PIN non è un dramma se il PUK è ancora a portata di mano. Basta aprire l’app CieID e cercare la funzione dedicata allo sblocco, che a seconda della versione installata sul telefono può comparire come Sblocca carta oppure trovarsi dentro la sezione Gestione carta. Una volta avviata la procedura viene chiesto il PUK, dopodiché l’applicazione sblocca la carta e permette di scegliere un nuovo PIN. Niente code agli sportelli, niente nuova richiesta al Comune che ha rilasciato il documento. Proprio per questo il PUK andrebbe custodito con una certa attenzione, in un posto sicuro e possibilmente ricordabile. È il codice che salva la situazione quando il PIN viene dimenticato o bloccato dopo troppi tentativi maldestri.
Recuperare il PUK quando è sparito anche quello
Lo scenario peggiore, cioè entrambi i codici svaniti nel nulla, ha comunque una soluzione. Il PUK si recupera sempre tramite l’app CieID, a una condizione, che al momento della richiesta della Carta d’Identità Elettronica siano stati comunicati al Comune un numero di cellulare oppure un indirizzo email. Senza quei recapiti la procedura non parte. Serve quindi aprire CieID e selezionare la funzione Recupero PUK. Occorrono uno smartphone compatibile con la tecnologia NFC, il numero di serie della carta, che si riconosce facilmente perché inizia con la sigla CA, e i contatti forniti al momento del rilascio. Inseriti i dati e completata la richiesta, si passa alla parte meno divertente, l’attesa.
Il recupero non è istantaneo. Trascorse circa 48 ore dalla richiesta arriva via SMS oppure via posta elettronica un link che consente di chiudere la procedura e visualizzare il nuovo codice. Da lì in avanti il PUK torna utilizzabile per sbloccare la CIE nel caso in cui il PIN sia stato bloccato, e di conseguenza per configurare un nuovo PIN. Tutto questo ha un senso pratico ben preciso per chi vuole usare la CIE come chiave d’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione senza passare dallo SPID. La carta può funzionare da strumento di autenticazione digitale a tutti gli effetti, ma solo se i codici ci sono e se si sa come rimetterci le mani sopra in caso di smarrimento.
Il consiglio spiccio, allora, è di andare a caccia di quei fogli adesso, mentre non c’è fretta, e metterli in un posto che abbia una logica. Dimenticare PIN e PUK non chiude definitivamente la porta all’uso della Carta d’Identità Elettronica, però il recupero del PUK richiede comunque una procedura da seguire e circa due giorni di pazienza prima di vedere il codice.










