Android 17 QPR2 Beta 2 è arrivato oggi sui dispositivi Pixel, dando seguito alla release precedente uscita un paio di settimane fa che, va detto, non portava con sé cambiamenti particolarmente evidenti. Google ha deciso di distribuire questa nuova versione senza fare troppo rumore, tant’è che nemmeno le note di rilascio sono state pubblicate. Una scelta che, per chi segue da vicino lo sviluppo del sistema operativo, è quantomeno insolita.
Cosa cambia con questa nuova beta
Il dettaglio più curioso resta proprio l’assenza di indicazioni ufficiali. Google non ha fornito alcun elenco delle novità, lasciando gli utenti a scoprire da soli eventuali modifiche sotto il cofano. Il numero di build associato a questa distribuzione è CP41.260701.006, un riferimento utile per chi ama tenere traccia delle versioni installate sul proprio dispositivo.
Chi partecipa al programma può comunque segnalare eventuali problemi. Lo strumento a disposizione è l’app Android Beta Feedback, raggiungibile direttamente dal cassetto delle applicazioni oppure dalle Impostazioni rapide. Da lì è possibile aprire una segnalazione nell’issue tracker di Google e contribuire così al lavoro di rifinitura. Per chi preferisce il confronto con altri tester, c’è anche la community dedicata su Reddit, dove spesso emergono dettagli e osservazioni che sfuggono nelle prime ore dopo il rilascio.
Quali dispositivi Pixel possono installarla
La lista dei modelli compatibili con Android 17 in questa fase è piuttosto ampia. Le immagini di sistema sono disponibili per Pixel 6a, Pixel 7, Pixel 7 Pro, Pixel 7a, Pixel Tablet, Pixel Fold, Pixel 8, Pixel 8 Pro, Pixel 8a, Pixel 9, Pixel 9 Pro, Pixel 9 Pro XL, Pixel 9 Pro Fold e Pixel 9a. Non mancano ovviamente i modelli più recenti, ossia Pixel 10, Pixel 10 Pro, Pixel 10 Pro XL, Pixel 10 Pro Fold e Pixel 10a. A completare il quadro c’è anche il supporto per l’Android Emulator, pensato per chi lavora allo sviluppo di app e vuole testare il comportamento del sistema in un ambiente controllato.
Per ricevere l’aggiornamento direttamente sul dispositivo, il modo più semplice resta l’iscrizione al programma beta di Android. Una volta dentro, l’OTA arriva in automatico senza bisogno di procedure manuali particolarmente complesse. Un percorso comodo, insomma, per chi vuole mettere le mani sulle novità in anteprima e non ha timore di convivere con qualche piccola imperfezione tipica delle versioni di prova.
Il rilascio di questa seconda beta conferma la cadenza regolare con cui Google porta avanti il lavoro sul suo sistema operativo, anche quando le modifiche visibili sono minime o del tutto assenti. Un ritmo costante che, tra una build e l’altra, permette di stabilizzare progressivamente il software in vista della versione definitiva.









