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La batteria dei Pixel potrebbe finalmente diventare qualcosa di più di una percentuale che scende senza spiegazioni, perché nel codice di Android 17 sono comparsi i primi segnali di uno strumento pensato per raccontare davvero dove finisce l’energia del telefono. Il nome che circola è Battery usage summaries, riepiloghi sull’utilizzo della batteria, e l’idea di fondo è semplice: smettere di mostrare grafici che nessuno riesce a interpretare e passare a informazioni leggibili anche da chi non ha voglia di studiarsi le statistiche di sistema.
Il problema, in effetti, è vecchio quanto gli smartphone. Le capacità delle batterie crescono ogni anno, i produttori si rincorrono a colpi di milliampere, però la domanda più banale resta senza risposta decente. Quanto manca prima di dover cercare una presa? E soprattutto, cosa sta consumando così tanto? Le schermate attuali danno numeri generici, poco utili, che raramente aiutano a cambiare abitudini.
Cosa è stato trovato nella beta di Android 17 QPR 2
L’analisi della beta 3 di Android 17 QPR 2 ha portato alla luce diverse stringhe legate alla nuova funzione. Con qualche modifica manuale è stato possibile farla comparire su un Pixel, anche se il risultato è ancora un cantiere aperto: la voce si raggiunge dal menu a tre puntini nella sezione Salute della batteria, si può attivare o disattivare, ma provando ad accenderla arriva un messaggio di errore che avvisa che i servizi dedicati alla salute del dispositivo non rispondono e invita a riprovare più tardi.
L’aspetto più interessante riguarda il metodo. Le app di sistema, quelle che l’utente non può disinstallare né disattivare, verranno escluse dall’analisi. Il calcolo si concentrerà soltanto sulle applicazioni realmente usate negli ultimi quattordici giorni, così da restituire un quadro che abbia senso e non venga sporcato da voci su cui nessuno può intervenire. Oltre alla fotografia dei consumi, sono previsti anche consigli personalizzati per allungare l’autonomia, il che sposta la funzione da semplice pannello informativo a qualcosa di più simile a un assistente.
Gemini Nano al centro dei riepiloghi
A generare le sintesi ci penserà Gemini Nano, il modello di intelligenza artificiale che gira direttamente sul telefono senza appoggiarsi al cloud. Nelle descrizioni trovate nel codice questo punto viene ribadito con una certa insistenza: l’elaborazione avviene in locale e i dati non lasciano mai il dispositivo. Una scelta comprensibile, trattandosi di informazioni su quali app vengono usate e quanto.
C’è però il rovescio della medaglia. Se serve Gemini Nano, servono anche i chip capaci di farlo funzionare, e questo significa che i riepiloghi della batteria dovrebbero restare appannaggio dei Pixel più recenti. Tutti i modelli precedenti alla serie Pixel 8 resterebbero fuori, semplicemente perché l’hardware non regge questo tipo di elaborazione on device.
Nel codice compare anche un sistema di valutazione per gli utenti. Chi userà la funzione potrà dire se il riepilogo è accurato, informativo, chiaro, oppure se i consigli ricevuti hanno funzionato. Sul versante opposto sarà possibile segnalare che il testo non era preciso, che non offriva spunti concreti, che risultava confuso, che i suggerimenti erano inutili o che mancavano informazioni rilevanti. Un modo per raffinare i risultati sul campo, cosa piuttosto tipica quando si mette di mezzo l’intelligenza artificiale.
Quando potrebbe arrivare sui telefoni
La funzione non è ancora attiva pubblicamente, ma il fatto che l’impalcatura sia già presente nella beta 3 suggerisce che il traguardo non sia lontanissimo. Due le strade più probabili: un debutto tramite uno dei prossimi Pixel Drop, gli aggiornamenti periodici con cui Google distribuisce novità ai suoi smartphone, oppure il rilascio insieme alla versione stabile di QPR 2, atteso per il mese di dicembre.










