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X, arriva lo strumento che svela se il tuo post è stato limitato

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Chi si è lamentato di un presunto shadowban su X avrà presto un modo per verificare se le proprie lamentele hanno un fondamento. La piattaforma sta provando un nuovo strumento che mostra come l’algoritmo tratta i contenuti pubblicati, comprese le eventuali limitazioni applicate alla loro visibilità. Per ora è una prova ristretta, riservata a un piccolo gruppo di tester, ma l’idea è chiara: dare agli utenti la possibilità di capire se un post è stato messo in ombra oppure se semplicemente non ha funzionato.

Lo strumento vive in una nuova pagina delle impostazioni chiamata “under the hood”, letteralmente “sotto il cofano”. Chi ha accesso alla funzione può scaricare i dati associati al proprio account e cercare al loro interno le informazioni sulle cosiddette etichette che limitano la visibilità. L’annuncio è arrivato insieme a un aggiornamento che rende open source una parte più ampia dell’algoritmo di ranking dietro la timeline “for you”. Keith Coleman, vicepresidente prodotto di X, ha parlato di “un livello di trasparenza senza precedenti sull’algoritmo di X”.

Come funziona davvero il controllo sui post limitati

Usare la funzione, però, è meno immediato di quanto si potrebbe pensare. Il download dei dati non restituisce statistiche post per post, ma statistiche aggregate relative all’ultimo mese sulle etichette che hanno inciso sulla visibilità dell’account e dei contenuti. E il formato non aiuta: nell’esempio mostrato dall’account @cb_doge, noto anche come Doge Designer, il risultato è un file .json che a prima vista assomiglia a un blocco di codice. Guardando meglio si scopre che due post erano stati colpiti da due distinte etichette NSFW, con la conseguenza di essere nascosti ai non follower e agli utenti minorenni.

X aveva già pubblicato in passato versioni del proprio algoritmo di raccomandazione, ma quei rilasci avevano rivelato pochissimo sul funzionamento reale della piattaforma. Questa volta emerge almeno l’elenco delle categorie di contenuti che X considera non idonei a essere raccomandati. Nel repository su GitHub compaiono numerose etichette legate a diversi tipi di contenuti per adulti, oltre a quelle per spam, violenza, impersonificazione e comportamenti d’odio. Ci sono anche voci più particolari, come una chiamata “for emergency use only”, descritta come un’etichetta di risposta a incidenti con un avviso personalizzato.

Nessuna etichetta politica, ma esiste il flag civic integrity

Tra i dati pubblicati non risultano etichette dedicate ai contenuti politici. Esiste però un flag chiamato civic integrity, che riduce la visibilità di un post al solo profilo di chi lo ha scritto. Viene applicato ai contenuti individuati dopo la segnalazione di un utente e ritenuti in violazione della policy sull’integrità civica. Secondo le regole dell’azienda, questa etichetta è riservata alle “escalation critiche”.

Oltre a “under the hood”, X ha spiegato che alcuni esperti esterni di sistemi di raccomandazione hanno potuto esaminare e mettere sotto stress il codice prima della pubblicazione. Non è stato chiarito come siano stati scelti né se le loro valutazioni diventeranno pubbliche. Elon Musk aveva dichiarato di recente che “ogni riga di codice che tocca il sistema X sarà open source e sottoposta ad audit da parte di terzi” entro agosto. Il rilascio attuale non arriva a tanto. L’azienda stessa precisa di trattenere alcune informazioni che potrebbero essere sfruttate per “aggirare il sistema” e manipolare l’algoritmo. Fuori dal pacchetto resta anche il codice che riguarda la pubblicità e gli altri meccanismi esterni alla timeline “for you”. Un portavoce di X ha aggiunto che i prossimi aggiornamenti potrebbero includere etichette aggiuntive legate alla brand safety.

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