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Adobe Premiere arriva su Android: export 4K senza watermark

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Chi monta video dal telefono ha da oggi una possibilità in più, perché Adobe Premiere è arrivato ufficialmente anche su Android, a circa un anno di distanza dal debutto su iOS e rispettando la promessa fatta a maggio. La formula ricalca quella già vista su iPhone, con il montaggio cosiddetto base offerto gratuitamente e una serie di strumenti avanzati, quelli costruiti attorno all’intelligenza artificiale, che invece passano dagli acquisti in app. Una divisione netta, che chiarisce subito cosa aspettarsi una volta scaricata l’applicazione.

La logica è semplice e, a conti fatti, piuttosto trasparente. Tagliare, sistemare, esportare non costa nulla. Chiedere alla macchina di fare il lavoro sporco al posto dell’utente, invece, ha un prezzo. Chi si accontenta degli strumenti classici non incontra barriere di alcun tipo.

Cosa si può fare senza pagare un euro

Adobe Premiere arriva su Android: export 4K senza watermark

Credits: TecnoAndroid

Nella sua versione gratuita, Adobe Premiere per Android si comporta come un editor completo e tutt’altro che simbolico. Le clip si possono tagliare e dividere, la velocità si modifica a piacere, le inquadrature si ritagliano e più filmati si uniscono in un’unica timeline. Poi ci sono i testi, gli effetti e le tracce audio, compresa la possibilità di registrare una voce fuori campo direttamente dall’app, senza passaggi intermedi o software esterni.

È il pacchetto che serve alla maggior parte delle persone, diciamocelo. Un montaggio pulito, qualche scritta, una musica di sottofondo, magari un commento parlato. Tutto dentro lo smartphone, senza il bisogno di trasferire i file su un computer per rifinire il lavoro. La scommessa di Adobe sembra proprio questa, cioè portare un nome storico dell’editing professionale in un contesto dove finora dominavano applicazioni nate e cresciute sul mobile.

Niente watermark e export in 4K, il dettaglio che cambia le carte

Adobe Premiere arriva su Android: export 4K senza watermark

Credits: TecnoAndroid

C’è poi un aspetto che farà particolarmente piacere a chi produce contenuti destinati ai social, ed è un dettaglio che si nota proprio perché manca. I video possono essere esportati in 4K senza limiti e, soprattutto, senza watermark. Nessuna firma dell’app incollata in un angolo dell’inquadratura, nessuna filigrana che ricordi a ogni visualizzazione quale strumento è stato usato per il montaggio.

Per chiunque pubblichi con una certa regolarità si tratta di una differenza sostanziale, perché il marchietto in sovrimpressione è da sempre il modo più diretto con cui le app gratuite spingono verso l’abbonamento. Qui quella leva non viene usata, almeno non sull’esportazione. A completare il quadro ci sono i preset già integrati per gli YouTube Shorts, pensati per chi lavora in formato verticale e non ha voglia di perdere tempo a sistemare proporzioni e dimensioni a ogni nuovo progetto.

Il confine dell’intelligenza artificiale

Adobe Premiere arriva su Android: export 4K senza watermark

Credits: TecnoAndroid

Il vero spartiacque, come detto, riguarda le funzioni basate sull’intelligenza artificiale. Sono quelle che Adobe ha deciso di mettere dietro agli acquisti in app, seguendo la stessa impostazione adottata sulla versione per iPhone. Un modello che tiene insieme due esigenze, cioè offrire uno strumento realmente utilizzabile a chi non vuole spendere e monetizzare su chi cerca scorciatoie più sofisticate.

L’arrivo su Android completa quindi un percorso iniziato circa dodici mesi fa e annunciato la scorsa primavera, allineando le due piattaforme principali. Chi usa un dispositivo Android può ora scaricare l’applicazione e iniziare a montare, con la stessa impostazione già sperimentata dagli utenti iOS e con le stesse regole del gioco.

Fonte: TecnoAndroid

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