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Undead Labs ha chiarito un passaggio che nelle prime ore era rimasto sospeso nel vago, e cioè chi abbia davvero comprato lo studio nel grande riassetto di Xbox: la risposta è lo studio stesso, che si è riacquistato dalle mani di Microsoft tornando indipendente. Un dettaglio che cambia parecchio la lettura della vicenda, perché quando la CEO di Xbox Asha Sharma aveva annunciato la prima parte della ristrutturazione, la cessione di Undead Labs veniva attribuita a una generica terza parte mai identificata.
La conferma è arrivata insieme alla seconda tranche del riassetto, quella che ha portato altre centinaia di licenziamenti e diverse fusioni tra team interni. In pratica lo studio di Seattle segue la stessa strada già imboccata da Compulsion Games e Double Fine Productions, uscite dall’orbita di Redmond per camminare sulle proprie gambe.
Undead Labs: le parole dello studio e un legame che viene da lontano
Sul sito ufficiale di State of Decay, Philip Holt, a capo dello studio, ha spiegato il senso dell’operazione con un tono più affettuoso che trionfale. “L’indipendenza ci avvicina alla nostra community e ci permette di concentrarci su ciò che conta davvero: realizzare i migliori giochi possibili e meritare il supporto continuo di chi sceglie di passare il proprio tempo con noi. State of Decay esiste perché milioni di giocatori hanno fatto quella scelta negli anni, e siamo determinati a onorare la loro fiducia”.
Holt ha aggiunto anche un ringraziamento esplicito: “Siamo enormemente grati per gli anni trascorsi come parte di XBOX e per tutto quello che quella relazione ha reso possibile. Microsoft è stata parte della storia di State of Decay dall’inizio, e siamo orgogliosi di tutto ciò che abbiamo realizzato insieme”.
Non è retorica di circostanza. L’acquisizione formale da parte di Microsoft risale al 2018, ma il rapporto fra le due realtà nasce molto prima. Il primo State of Decay, uscito nel 2013, era stato sviluppato in collaborazione con Xbox, promosso come titolo Xbox Live Arcade e arrivato prima di tutto su Xbox 360. Il progetto, che internamente girava sotto il nome in codice Class3, doveva servire da apripista per un MMO vero e proprio chiamato Class4, ambizione tutt’altro che casuale considerando che il fondatore Jeff Strain aveva lavorato a colossi del genere come World of Warcraft e Guild Wars.
State of Decay 3 resta su Game Pass dal primo giorno
Le cose andarono diversamente. Il successo del primo capitolo spinse verso un sequel più grande e con il cooperativo, e fu proprio State of Decay 2 a convincere Microsoft a mettere sul tavolo l’assegno per comprare lo studio, in quella fase di acquisizioni a raffica che oggi viene in parte smontata con il riassetto.
Resta il capitolo più atteso, State of Decay 3, in gestazione da anni e ora orfano di un editore noto: la pubblicazione sarà affidata a una società che al momento non è stata resa pubblica. Quello che si sa è che il gioco arriverà anche su PlayStation 5, prima volta assoluta per la serie su una console Sony, mantenendo però un filo diretto con Microsoft grazie alla presenza su Game Pass dal day one.
Il debutto è puntato sull’anno prossimo, con nuove sessioni di playtesting previste nei mesi a venire. Le iscrizioni per partecipare sono ancora aperte sul sito ufficiale dello studio.
Fonte: TecnoAndroid








