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Batteria Android: i trucchi per recuperare ore di autonomia

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La batteria Android che scende a metà già all’ora di pranzo è una delle frustrazioni più comuni tra chi usa questi smartphone, eppure bastano pochi ritocchi per recuperare ore di autonomia e allungarne la vita nel tempo. Quasi sempre il telefono si scarica per motivi evitabili, come uno schermo troppo luminoso, app che si aggiornano in background giorno e notte, cattive abitudini di ricarica o un’applicazione che consuma energia senza che nessuno se ne accorga.

Non serve attivare la modalità aereo né rassegnarsi a un display illeggibile o spegnere il WiFi. Il discorso va affrontato su due fronti, il consumo quotidiano e la salute della batteria nel lungo periodo, perché nessuno ha voglia di doverla sostituire. E per fortuna non serve una laurea in informatica.

Schermo e impostazioni di sistema che fanno la differenza

Il display è quasi sempre il componente che divora più energia, quindi si parte da lì. Abbassare la luminosità a mano o attivare la luminosità adattiva evita sprechi negli ambienti poco illuminati. L’opzione si trova in Impostazioni > Display, nella sezione Luminosità, e poco più in basso c’è anche lo spegnimento automatico dello schermo, che conviene ridurre a 30 secondi per non lasciare il pannello acceso inutilmente.

Chi ha un telefono con frequenza di aggiornamento a 120Hz può valutare di scendere a 60Hz nell’uso di tutti i giorni. Scorrimento e giochi saranno un po’ meno fluidi, ma non è certo un dramma. Il percorso è Impostazioni > Display > Fluidità movimenti, scegliendo Standard al posto di Adattiva. Anche la modalità scura aiuta, con risultati variabili. Sui pannelli OLED e AMOLED, secondo uno studio della Purdue University, il tema scuro fa risparmiare tra il 39% e il 47% dell’energia del display alla massima luminosità, mentre con i livelli tipici degli ambienti interni il vantaggio scende tra il 3% e il 9%.

Ci sono poi due strumenti che lavorano in silenzio, Risparmio energetico e Batteria adattiva. Il primo limita le attività quando la carica scende sotto una certa soglia e si attiva da Batteria > Risparmio energetico, scegliendo tra Standard e Massimo. La Batteria adattiva impara invece quali app vengono davvero usate e riduce l’energia destinata a quelle aperte di rado. Si abilita da Impostazioni > Batteria > Limiti di utilizzo in background, passando dal menu a tre puntini.

Abitudini di ricarica più intelligenti

Per proteggere la batteria nel tempo conta molto il modo in cui la si ricarica. Molti lasciano il telefono attaccato tutta la notte fino al 100%, un’abitudine che la logora poco alla volta. Le batterie agli ioni di litio stanno meglio tra il 20% e l’80%, perché in questo intervallo la tensione resta più bassa e i cicli di vita si allungano parecchio. Arrivare sempre al massimo e tenere lo smartphone collegato, soprattutto al caldo, accelera invece il degrado.

La soluzione è semplice. Quando possibile conviene fermarsi intorno all’80% e staccare il cavo prima di dormire, se il dispositivo non ha un limite di carica integrato. Molti modelli Android recenti lo offrono in Impostazioni > Batteria > Protezione batteria (il nome cambia a seconda del produttore), con una soglia tra l’80% e il 95%. Chi vuole comunque vedere la carica piena può scegliere l’impostazione Base, che ferma la ricarica al 100% e la fa ripartire solo quando il livello torna al 95%. Meglio anche le ricariche parziali, dato che arrivare al 70% è più delicato per la batteria che svuotarla e riportarla al massimo. La ricarica rapida è comoda ma genera più calore, e il calore è la causa principale del deterioramento.

Scoprire cosa consuma la batteria

Se nonostante questi accorgimenti il telefono si scarica ancora troppo in fretta, bisogna capire chi sta consumando energia. Su gran parte dei dispositivi Android basta aprire Impostazioni > Batteria > Utilizzo batteria per vedere quali app hanno pesato di più nelle ultime 24 ore o in un periodo più lungo. Vale la pena cercare anomalie come un navigatore rimasto attivo tutto il giorno, un social che si aggiorna di continuo o un gioco non chiuso del tutto.

Toccando il nome di un’app compaiono diverse informazioni e un pulsante per impostare i limiti in background, così da mettere l’applicazione in sospensione o in sospensione profonda. Nel primo caso l’app lavora in background solo ogni tanto, con aggiornamenti e notifiche in ritardo, nel secondo non lo fa mai. Un consumo anomalo può dipendere anche da un malware, quindi è bene individuare e rimuovere eventuali spyware.

Se niente di tutto questo cambia davvero le cose, può servire un test della batteria. Chi ha un Samsung deve aprire l’app Members, andare in Supporto > Diagnostica telefono e avviare la scansione, e se lo stato risulta diverso da Normale potrebbe essere necessaria una sostituzione. Su altri telefoni il percorso cambia, per esempio Impostazioni > Batteria > Stato batteria, ma qualsiasi valutazione diversa da Buono o Normale è un segnale per considerare il cambio della batteria.

Fonte: TecnoAndroid

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