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SPID resta ancora oggi lo strumento con cui la maggior parte degli italiani accede ai servizi online della Pubblica Amministrazione, nonostante il Governo continui a spingere per un cambio di rotta verso la CIE, la carta di identità elettronica. I numeri ufficiali raccontano una fotografia netta, che vale la pena guardare da vicino per capire davvero quale sistema domina e quanto sia lontano il tanto annunciato passaggio di consegne.
Da tempo esponenti dell’esecutivo ribadiscono l’intenzione di far diventare la carta di identità elettronica lo strumento principe per l’autenticazione digitale. Ma cosa usano concretamente le persone quando devono entrare nell’app IO o consultare il proprio Fascicolo Sanitario Elettronico? Mettendo i dati uno accanto all’altro, la risposta emerge senza troppi giri di parole.
SPID rimane lo strumento più utilizzato
Partiamo dai valori pubblicati dall’Agenzia per l’Italia Digitale. Guardando alle identità rilasciate, senza distinguere tra i vari provider coinvolti, e considerando il periodo che va dal 2020 ai primi tre mesi di quest’anno, si notano due fenomeni ben distinti. Tra il 2020 e il 2023 c’è stato un calo piuttosto brusco, spiegabile con il fatto che nel biennio 2020-2021 l’adozione era stata trainata da spinte come Cashback e Green Pass, durante la pandemia. All’epoca, poi, molti cittadini non avevano ancora ottenuto le proprie credenziali, cosa che oggi non vale più. Dal 2024 in avanti il valore si è sostanzialmente assestato, con un lieve calo progressivo del tutto prevedibile. Questo però non vuol dire che gli italiani abbiano smesso di usarlo, tutt’altro. L’utilizzo continua a salire ancora adesso. Per il 2026 sono disponibili solo i dati dei primi tre mesi, ma la proiezione parla di un totale annuo intorno a 1,24 miliardi di accessi, circa l’1,5% in più rispetto al 2025.
Gli accessi con CIE triplicati in un solo anno
E la carta di identità elettronica come sta andando? Secondo i numeri diffusi dal Ministero dell’Interno, negli ultimi 13 mesi il volume degli accessi online effettuati con CIE è cresciuto in modo importante, arrivando a triplicare. I documenti attivati hanno superato quota 65,7 milioni. Un balzo notevole, che racconta di uno strumento in piena espansione e sempre più presente nelle abitudini di chi deve autenticarsi online. Detto questo, la classifica per ora non lascia spazio a dubbi. SPID rimane di gran lunga lo strumento più adoperato, con un distacco davvero significativo sulla carta di identità elettronica: si parla di 1,2 miliardi di accessi contro circa 200 milioni. Un divario ampio, che la crescita della CIE non basta a colmare nel breve periodo.
Perché il sorpasso non sarà immediato
A pesare sulla situazione potrebbe esserci anche la scelta di alcuni identity provider di rendere SPID a pagamento. Una mossa che, in teoria, potrebbe spingere una parte degli utenti verso alternative gratuite come la carta di identità elettronica. Eppure i numeri dicono che il sistema di identità digitale è ormai talmente radicato nella quotidianità di milioni di italiani da rendere tutt’altro che semplice un eventuale addio forzato.
Il futuro, stando alle intenzioni del Governo, sembra puntare sulla carta di identità elettronica. Il presente, invece, parla ancora chiaramente la lingua di SPID, con oltre un miliardo di accessi previsti per l’anno in corso e una diffusione che nessun altro sistema è riuscito finora a scalfire davvero.











