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Chi vive tra smartphone, tablet e magari qualche foldable ha finalmente qualcosa da festeggiare, perché Signal ha appena ampliato le opzioni per chi si destreggia tra più dispositivi. L’app di messaggistica ha annunciato questa settimana che gli utenti Android possono ora collegare al proprio account un altro telefono o un tablet Android. Novità anche per il mondo Apple, visto che chi usa iOS può adesso collegare un iPhone al proprio profilo. Per sbloccare la funzione basta aggiornare l’app: serve la versione Signal iOS v8.22 nell’App Store di Apple oppure Signal Android v8.20 sul Google Play Store.
La procedura è meno complicata di quanto si possa pensare. Si scarica l’app sul nuovo dispositivo, la si apre e compare un codice QR. A quel punto, sul telefono principale, si va su Impostazioni di Signal, poi su Dispositivi collegati e infine su Collega un nuovo dispositivo. Si scansiona il codice QR e il gioco è fatto. Nulla vieta di collegarne più di uno, anzi, è proprio questo il senso dell’aggiornamento. C’è poi la possibilità, per chi lo desidera, di trasferire la cronologia dei messaggi insieme ai contenuti multimediali salvati negli ultimi 45 giorni sul nuovo dispositivo. E qui arriva la parte importante per chi tiene alla riservatezza: il trasferimento avviene con crittografia end to end, il che significa che i dati vengono cifrati e restano illeggibili a chiunque provi a metterci il naso.
Un’interfaccia che si adatta a schermi di ogni forma
L’altra grande novità riguarda l’aspetto dell’app. Signal ha lavorato affinché il layout si adatti alle diverse dimensioni degli schermi, così da apparire più naturale sui dispositivi collegati come i tablet. In pratica, aprendo l’app su un tablet, questa si sistema per rispettare le proporzioni dello schermo. Lo stesso vale per i telefoni pieghevoli, che una volta aperti offrono superfici più larghe, e per iPad e iPhone.
Anche i Chromebook rientrano tra i dispositivi collegabili, anche se l’azienda ha ammesso che l’interfaccia non è ancora completamente aggiornata su quel fronte. Del resto, è stata proprio la crescente diffusione dei foldable e dei device con proporzioni fuori dagli schemi a spingere Signal a rivedere l’aspetto dell’app un po’ ovunque. L’obiettivo dichiarato è semplice: fare in modo che l’app riempia lo schermo qualunque sia il dispositivo in uso.
Cos’è Signal e perché la privacy conta
Per chi non la conoscesse, Signal è un’app di messaggistica gratuita lanciata nel 2014 dal crittografo americano Moxie Marlinspike, pseudonimo di Matthew Rosenfeld. L’app cifra i messaggi di testo rendendoli illeggibili a estranei, così che solo mittente e destinatario possano leggerli. Stesso discorso per chiamate vocali e videochiamate.
Altre app che usano la crittografia sono Facebook Messenger, WhatsApp, Session, Threema e Wire. A differenza dei messaggi inviati tramite il normale servizio telefonico, quelli cifrati non possono essere letti dall’operatore mobile, che invece può vedere e archiviare i contenuti degli SMS e MMS che viaggiano sulla sua rete.
Un’app che usa la crittografia è in genere sicura, ma conviene leggere le clausole scritte in piccolo. Come ha spiegato l’esperto di privacy Attila Tomaschek, anche se un’app usa la crittografia end to end, potrebbe comunque registrare i metadati. In quel caso non sarebbe così privata o sicura come si vorrebbe, ragion per cui è bene controllare sempre le politiche dell’app.
Sul piano dei numeri, Signal conta circa 70 milioni di utenti, cifra che la colloca ben dietro rispetto ai colossi del settore. WhatsApp viaggia sui 3 miliardi, Snapchat sui 932 milioni, WeChat su 1,41 miliardi, Messenger oltre il miliardo e Telegram su un miliardo.











