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Google Maps, le funzioni che rendono il tragitto meno stressante

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Conoscere a memoria il percorso di casa non significa poter fare a meno di Google Maps. Anche quando le strade sono ormai familiari, quando si potrebbe quasi indovinare a occhi chiusi dove il traffico inizierà a rallentare, aprire l’app prima di uscire resta un gesto che vale la pena mantenere. Non per paura di perdersi, ma perché è diventata una sorta di controllo dell’ultimo minuto. Un modo per evitare quelle mattine storte che nessuno vorrebbe iniziare imbottigliato in coda.

La prima cosa da guardare non è il tragitto, ma il traffico in tempo reale. Le condizioni della strada cambiano nel giro di pochi minuti. Basta un piccolo incidente, un cantiere spuntato dal nulla o un incrocio più affollato del solito per trasformare una routine tranquilla in una corsa contro l’orologio. Google Maps offre una panoramica immediata di cosa aspettarsi ancora prima di mettere piede fuori casa. Se il percorso abituale è congestionato, l’app propone spesso un’alternativa più veloce. Dopo aver inserito la destinazione, si possono vedere le condizioni tipiche del traffico nelle diverse fasce orarie. Utile per capire se convenga uscire con 15 o 20 minuti di anticipo. E per chi ha appuntamenti a orario fisso c’è l’opzione Arriva o Parti, che stima il momento migliore per mettersi in strada incrociando dati in diretta e storici.

Confrontare i percorsi e scaricare le mappe offline

Una volta controllato il traffico, bastano pochi secondi in più per confrontare i percorsi alternativi. L’app di solito evidenzia l’opzione più rapida, ma sceglierla in automatico non è sempre la mossa giusta. Vale la pena scorrere le varie proposte, guardare le differenze di tempo e individuare eventuali rallentamenti. Un trucco che paga quasi sempre è ignorare le differenze minime. Se un tragitto è più veloce di appena un minuto o due ma passa per strade cittadine piene di semafori, meglio restare sulla via un po’ più lunga in superstrada. Diverso il discorso se l’alternativa taglia cinque o dieci minuti, lì il cambio conviene. Occhio anche ai colori del traffico lungo ogni tratto, non solo all’orario di arrivo previsto. Un percorso con una breve zona rossa può risultare meno pesante di uno con lunghi tratti in stop and go. Toccando ogni itinerario compaiono pure le segnalazioni di incidenti, chiusure e cantieri.

Poi ci sono le mappe offline, quella cosa a cui non si dà peso finché non serve davvero. Capita raramente di perdere il segnale, eppure tenere scaricate le aree in cui si guida più spesso è un’abitudine che salva. Per farlo basta toccare la foto profilo, aprire Mappe offline e selezionare l’area da salvare prima di premere Scarica. Meglio lasciare attivo anche l’aggiornamento automatico via Wi Fi, così le mappe si rinfrescano da sole prima di scadere.

Salvare il parcheggio per non perdere l’auto

Ricordare dove si è lasciata la macchina può diventare un piccolo incubo, soprattutto nei grandi centri commerciali, in aeroporto o in quartieri poco conosciuti. Salvare la posizione del parcheggio prima di allontanarsi richiede due tocchi e risparmia lunghe camminate a caccia dell’auto.

Dopo aver parcheggiato, si apre Google Maps, si tocca il punto blu della posizione attuale e si seleziona Salva parcheggio. L’app lascia un segnaposto raggiungibile in seguito con le indicazioni a piedi. Basta toccare la barra di ricerca per ritrovarlo, con l’opzione Posizione parcheggio subito sotto. Aggiungere una nota con il piano o il settore aiuta parecchio nei garage a più livelli. Si può anche condividere il punto con qualcuno o impostare il tempo residuo del parchimetro, così Google Maps avvisa prima della scadenza. Controllare il traffico in diretta, confrontare i percorsi, tenere pronte le mappe offline e salvare il parcheggio sono ormai gesti che rendono ogni spostamento un po’ meno faticoso, anche quando la strada la si conosce a memoria.

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