Beirut

Sicuramente ricorderemo per sempre il 2020 come l’anno in cui si sono verificati davvero una miriade di eventi tragici: dalla pandemia agli incendi che hanno devastato l’Australia, dagli attriti tra le grandi potenze mondiali sino ai disastri ambientali che hanno coinvolto l’Italia e non solo. Ma, in questa pletora di tragici eventi verificatesi lo scorso anno, va ricordata anche la drammatica esplosione al porto di Beirut avvenuta il 4 Agosto 2020.

Si è trattato di una delle esplosioni più violente degli ultimi 20 anni che sembra abbia avuto un impatto negativo anche sull’atmosfera terrestre. Uno studio, infatti, dimostra come la fortissima esplosione avvenuta a Beirut abbia scosso perfino gli strati più alti dell’atmosfera terrestre. Lo studio in questione, pubblicato su Scientific Reports, riporta la firma di un team di scienziati dell’Università di Hokkaido (Giappone).

L’esplosione di Beirut ha raggiunto la ionosfera

L’esplosione di Beirut è stata innescata da un carico ingente di nitrato di ammonio. Parliamo di oltre 2.700 tonnellate che hanno provocato la genesi di scosse rilevate anche dai sismografi fino a 500 chilometri di distanza. Questo studio, per la prima volta, ha però valutato l’impatto che il violento botto ha provocato sull’atmosfera e, in particolare, sulla ionosfera, lo strato compreso tra 50 e 1.000 chilometri di altezza. Si tratta dello strato dell’atmosfera in cui vi sono elettroni liberi che i raggi solari strappano costantemente.

Gli scienziati giapponesi hanno calcolato il cambiamento nella distribuzione di questi elettroni nella ionosfera per effetto delle forti onde acustiche generate dall’esplosione. In tal modo, hanno scoperto che l’esplosione di Beirut ha generato un’onda che ha viaggiato attraverso la ionosfera con una velocità di circa 0.8 chilometri al secondo. Dunque, la violenta esplosione avvenuta sulla costa libanese non ha determinato solo conseguenze negative sulle genti che vivevano in prossimità del porto e sulle città, ma ha anche avuto ripercussioni negative di notevole portata sull’atmosfera terrestre.

FONTEScientific Reports