IPTV e pirateria: cos'è successo a 223 utenti italiani beccati dalla legge

Negli ultimi tre anni c’è stato un crollo in merito agli abbonamenti pay TV, il quale è stato identificato in una crescita degli abbonamenti pirata. Tante persone hanno infatti disdetto la propria soluzione legale per sposare il mondo dell’illegalità ad oggi regolato dall’IPTV. 

Questo metodo di trasmissione originariamente legale, è diventato una pedina fondamentale per la pirateria. Sono milioni gli utenti nel mondo che usufruiscono di abbonamenti del genere per poche decine di euro all’anno. Ora però i controlli sono aumentati, e tutti dovrebbero guardarsi bene dallo sposare la pirateria per non finire nei guai.

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IPTV: gli utenti possono cadere in un tranello, la legge ora non perdono più nessuno

L’IPTV ha condannato tante persone a finire nelle mani della legge. 223 utenti italiani sono stati infatti beccati e costretti a pagare una multa molto salata. Inoltre tutti dovranno consegnare i propri dispositivi con i quali hanno infranto le regole e una piccola percentuale di essi finirà addirittura in galera.

“L’operazione annunciata dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza in tema di contrasto alla diffusione di IPTV pirata si inquadra in un contesto strategico più ampio legato al fenomeno della pirateria che in Italia resta un problema centrale per l’industria audiovisiva e per il settore della cultura più in generale” dichiara Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale della Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali (FAPAV).

“La strategia della nostra Federazione è quello di collaborare con le Forze dell’Ordine e le Autorità preposte per scardinare la piramide illecita e criminale che si cela dietro la pirateria, sia fisica sia digitale.”