L’inizio del 2020 è stato scandito anche dall’attivazione delle reti 5G di alcuni operatori, in particolare TIM e Vodafone, che hanno pesantemente investito sull’infrastruttura e sulle risorse necessarie a rendere disponibile questa connessione.

Dati alla mano, sui 6,5 miliardi di euro ricavati dallo Stato con l’asta delle frequenze 5G, 4,8 miliardi provenivano da Tim e Vodafone, che hanno contribuito con la cifra di 2,4 miliardi ciascuno. Questo ha consentito ai due gestori di arrivare primi nella corsa all’attivazione dei ripetitori per la rete di quinta generazione, e non solo nell’ambito dell’utenza business (che ha iniziato a fruirne lo scorso anno) ma anche per gli utenti privati.

Appare naturale, però, che una nascita così “precoce” non consenta di garantire una copertura ampia o uniforme: ma forse non è neppure questo l’obiettivo del 5G, che mira a diventare invece una sorta di rete di eccellenza, con una copertura meno estesa e concentrata in determinate aree – peculiarmente le più importanti città italiane.

Questo porterà inevitabilmente ad avere diverse velocità di connessione, sperimentabili a seconda che ci si trovi in piena città o nelle periferie. Meno ancora in provincia, dove probabilmente la rete 4G LTE resterà lo standard per molti più anni. Secondo la società di analisi OpenSignal, almeno fino al 2021; secondo altre ricerche, globalmente nel 2025 si arriverà ad una copertura 5G di appena il 14%, dato derivante dalla media fra la prospettiva di copertura del 31% in Europa, 49% negli Stati uniti e 25% in Cina, e l’estensione dei territori terrestri popolati.

Rete 5G: a che punto siamo con la copertura Tim, Vodafone, Wind-Tre, Iliad e Fastweb?

Iniziando da Tim, la società italiana di telecomunicazioni ha deciso di investire come punto di partenza dalle città di Torino, Roma, Milano, Napoli e anche successivamente su Bologna, Verona, Firenze, Matera e Bari. Attualmente risultano coperte solo alcune aree di queste città.

Diverso è il discorso per Vodafone, che ha puntato invece su Milano, includendone i comuni limitrofi, Torino, Bologna, Roma e Napoli. I comuni inclusi dell’area milanese comprendono  Assago, Bollate, Bresso, Carugate, Cassina de’ Pecchi, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cusano Milanino, Garbagnate Milanese, Lainate, Legnano, Melegnano, Novate Milanese, Opera, Parabiago, Pessano con Bornago, Pioltello, Rho, Rozzano, San Donato Milanese, San Giorgio su Legnano, San Giuliano Milanese, Sedriano, Segrate, Senago, Sesto San Giovanni, Solaro e Trezzano sul Naviglio.

Attualmente Wind-Tre, Iliad e Fastweb non hanno ripetitori attivi per la trasmissione del segnale 5G, ma si conta di poterne attivare i primi entro fine 2020.