E3

Con i primi dettagli che emergono sulla prossima Xbox e  la nuova PlayStation, ci si potrebbe aspettare che le prossime console vengano presentate proprio come l’E3 di quest’anno vuole farci intendere.

Anche se il grande spettacolo di questo evento è stata l’introduzione di una nuova tecnologia per permettere lo streaming di giochi. Ogni grande editore è in corsa per offrire il primo vero “Netflix per i giochi”, vendendo abbonamenti ai giocatori tramite un servizio streaming mensile. Ubisoft sta lanciando il proprio servizio, UPlay Plus, mentre Microsoft spende milioni di dollari per acquisire quanti più studi di gioco nel tentativo di ampliare il suo catalogo per gli abbonati a Game Pass. EA Origin Access per giocatori da PC, che offre una grande quantità di titoli in anteprima, come FIFA 20. Nintendo ha introdotto Nintendo Switch Online l’anno scorso, che viene fornito con classici titoli NES per una tariffa mensile o annuale.

Sony ha già PlayStation Now, il suo servizio di streaming di giochi. Stadia e PlayStation Now richiedono entrambi abbonamenti e xCloud probabilmente offrirà un servizio a pagamento mensile.

 

Il futuro dei giochi

Le persone desiderano sempre più sperimentare i giochi nello stesso modo in cui sperimentano altri aspetti dell’intrattenimento, con accesso immediato a un’ampia gamma di opzioni. La domanda di giochi fisici ha toccato il fondo, e la questione ha interessato mega catene come GameStop, dato che sempre più persone passano al digitale. Analisti come il fondatore di Newzoo, Peter Warman, sostengono che l’industria del gioco sta affrontando anche per una mancanza di “titoli di successo nuovi e innovativi che sostituiscono gli attuali titoli più vecchi.” Dare alle persone un servizio in abbonamento che include nuovi giochi e vecchi preferiti risolve questo problema e offre agli editori un fonte costante di entrate.

Il passaggio agli abbonamenti consiste nel soddisfare le “esigenze dei giocatori” e nel rendere “più facile accedere al nostro ampio catalogo“, ha dichiarato Brenda Panagrossi, presidente di piattaforma e product management di Ubisoft.