Spesso è capitato durante questi ultimi anni di ricostruire episodi di cronaca grazie a file, immagini e video ritrovati su strumenti come smartphone, tablet, computer. Il dibattito in questi casi è stato sempre acceso: da una parte c’è chi ricerca la verità, dall’altra chi vuole privilegiare la privacy anche in casi estremi.

Il caso più famoso è stato quello dell’attentato di San Bernardino il 2 Dicembre 2015. Dopo aver ucciso i due assalitori, l’FBI era entrata in possesso di un iPhone risalente ad uno dei due attentatori. Apple ha alzato le barricate per non svelare il contenuto del cellulare e per non violare il principio di privacy che si cela dietro i melafonini. Alla fine però, l’agenzia federale americana è riuscita nel suo intento rivolgendosi ad una equipe di hacker esperti.

Una contesa simile si prospetta anche per Amazon protagonista suo malgrado con un caso di cronaca, sempre americano, sempre risalente al 2015. Stiamo parlando dell’omicidio che ha portato alla morte di Victor Collins. Collins, sarebbe stato ammazzato, secondo le ricostruzioni della magistratura dal suo amico James Andrew Bates dopo una serata di bagordi e di bevute.

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La magistratura avrebbe trovato in Echo – il dispositivo di casa Amazon – uno strumento molto prezioso per ricostruire l’ordine dei fatti. L’intelligenza articiale Alexa, avrebbe infatti, registrato gli attimi cruciali che hanno portato poi all’assassinio di Collins.

Proprio come nel caso di San Bernardino, Amazon come Apple è molto restia a dare il lasciapassare alla magistratura. La multinazionale statunitense ha dichiarato che non è sua intenzione ostacolare le indagini e che allo stesso tempo non vuole ledere il diritto alla riservatezza dei suoi clienti laddove il governo potrebbe entrare in possesso di contenuti protetti dal primo emendamento.

Ad oggi, la contesa è ancora aperta. Non è possibile sapere se si ricorrerà ad una soluzione estrema come per il caso di San Bernardino, né se si lascerà passare la pista dell’Amazon Echo. Quel che è certo è che di mezzo c’è un morto e forse davanti alla morte anche la privacy non ha poi tutta questa importanza…