Google avrà processori proprietari?

Cercasi “multimedia chip architect” da inserire nella divisione Pixel. Questo annuncio di lavoro recentemente pubblicato da Google suggerisce che l’azienda di Mountain View stia pensando di realizzare dei processori proprietari per il prossimo futuro. E le ragioni potrebbero essere tante.

Che le cose stavano cambiando lo si era già visto con il recente tablet Pixel C, ideato e fabbricato a Mountain View eccetto che per il processore Tegra X1 progettato da Nvidia, a differenza di altri prodotti made in Google – come Nexus e Chromebook Pixel – realizzati da produttori esterni.

Il nuovo annuncio di lavoro relativo a un “multimedia chip architect” pubblicato nella divisione Pixel lascerebbe dunque presupporre la volontà di Google di realizzare chip proprietari. “Con la tendenza verso un’integrazione sempre più verticale, come stanno facendo Microsoft e Apple, non mi sorprenderebbe se anche Google sviluppasse i propri chip internamente, in particolare per tablet Android da dedicare al settore produttività per competere con Surface Pro e iPad Pro”, ha dichiarato l’analista Jim McGregor.

Certo, come si diceva, le motivazioni per un eventuale ingresso dell’azienda di Mountain View nel mondo del chip design potrebbero essere varie: ad esempio, Google potrebbe contare su un maggiore controllo sulle capacità e performance dei suoi prodotti futuri, soprattutto sulle configurazioni della CPU o sulle periferiche supportate come i sensori di  immagini ad alta risoluzione.

Inoltre, come insegna Apple, lavorare a ogni componente dei prodotti garantirebbe a Big G un salto di qualità anche per ciò che concerne il design del prodotto finale. Tuttavia, Google non ha rilasciato nessun commento circa l’inserzione di lavoro, quindi al momento non si possono che avanzare ipotesi.

Leggi anche:  Facebook, Google, Twitter, Bing: Trust Project per la trasparenza online

Oltre a quella di possibili chip proprietari, dunque, una possibilità altrettanto valida potrebbe riguardare semplicemente la volontà di realizzare propri processori multimediali piuttosto che affidarsi a terzi. “Multimedia chip” starebbe dunque a indicare l’intenzione di costruire un SoC proprietario – ipotesi tuttavia poco probabile in quanto estremamente costosa – oppure più fattivamente la volontà di ideare co-processori che funzionino con System-on-a-Chip progettati da qualcun altro per avvantaggiarsi sui competitor.

D’altra parte, l’annuncio pubblicato da Google parlerebbe di elaborazione delle immagini, elaborazione videostabilizzazione e dunque di qualcosa prettamente legato al multimedia, il che non stupirebbe data l’importanza riservata all’elaborazione di immagini e video nel tablet Project Tango. Un aggiornamento dell’hardware potrebbe quindi richiedere hardware più dedicati e specializzati. Oppure potrebbe trattarsi di processori multimediali a basso costo per prodotti come Chromecast o legati al mondo della realtà virtuale.

Insomma, dato anche il silenzio di Google riguardo alla vicenda, non si possono avanzare che supposizioni. Certamente l’offerta di lavoro da sola non significa che Big G stia progettando di costruire i propri chip. Ma, come visto non mancherebbero alcune buone ragioni per le quali l’azienda potrebbe decidere di farlo, considerando che lo sviluppo del prodotto in ogni caso richiede una conoscenza approfondita della progettazione di chip per testare e ottimizzare prodotti.