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Perchè ho abbandonato DJI per passare all’ecosistema Insta360 (RECENSIONE)

In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni

Per chi fa video per lavoro, cambiare ecosistema non significa semplicemente comprare una nuova videocamera. Significa ripensare il modo in cui si lavora, soprattutto quando si realizzano documentari per piattaforme e ci si trova spesso a girare con piccole troupe, tempi stretti e budget che non permettono di portarsi dietro una produzione cinematografica completa.

È proprio per questo motivo che ho deciso di passare all’ecosistema Insta360. Oggi il mio setup comprende Insta360 X6, Insta360 Ace Pro 2 e Insta360 Mic Pro, mentre la DJI Pocket 4 è passata in secondo piano. Non è una scelta dettata dal fatto che un prodotto sia semplicemente “migliore” dell’altro. È una questione molto più pratica: per il tipo di lavoro che faccio, avere più strumenti che condividono la stessa filosofia e che posso utilizzare rapidamente mi permette di essere più autonomo sul campo.

https://youtu.be/CL-7LvCpP_Q

Il mio vero problema

Quando si gira un documentario per una piattaforma, il problema non è soltanto avere una buona videocamera, ma il problema è riuscire a coprire tutte le situazioni. In una produzione ideale potrei avere un direttore della fotografia, un operatore, un assistente camera, un fonico, qualcuno dedicato alle seconde camere e magari una persona che si occupa esclusivamente delle riprese particolari. Ma nella realtà capita spesso di lavorare con piccole troupe, dove ogni persona deve svolgere più compiti contemporaneamente. Ed è qui che un ecosistema come quello Insta360 diventa interessante.

La X6 può occuparsi delle riprese immersive e delle seconde inquadrature, la Ace Pro 2 può funzionare come action cam o camera compatta per situazioni nelle quali non voglio utilizzare la camera principale e i Mic Pro mi permettono di gestire l’audio in maniera più semplice. Il punto non è quindi sostituire una videocamera cinematografica con tre piccoli dispositivi. Il punto è avere più occhi e più possibilità di ripresa senza moltiplicare la troupe.

Insta360 Ace 2 Pro
Insta360 Ace 2 Pro

La X6 è quella che mi ha cambiato maggiormente il modo di girare Tra i tre prodotti, la Insta360 X6 è probabilmente quello che introduce il cambiamento più importante nel mio modo di pensare una ripresa. Una videocamera 360° mi permette di registrare la scena e decidere successivamente dove guardare.

Per un documentario significa poterla posizionare in punti nei quali normalmente sarebbe complicato mettere un operatore. Posso ottenere una ripresa immersiva, una camera di sicurezza, un’inquadratura di contesto oppure una seconda angolazione senza dover necessariamente dedicare una persona a quella telecamera.

Insta360 X6
Insta360 X6

Ed è proprio questo il valore che vedo nel mio lavoro. Quando siamo in pochi, ogni operatore deve essere dove serve realmente. Se posso lasciare una X6 a registrare una situazione e continuare a lavorare con la camera principale, ho semplicemente guadagnato una nuova inquadratura senza aver aggiunto una persona alla troupe. La X6 diventa quindi una sorta di moltiplicatore di produzione.

La Ace Pro 2 ha invece un ruolo diverso. Se la X6 mi permette di pensare in maniera completamente nuova alla composizione, la Ace Pro 2 è quella che considero più immediata quando devo ottenere una ripresa particolare senza complicare il setup.

È piccola, è progettata per essere utilizzata anche in situazioni dinamiche e soprattutto mi permette di avere una camera aggiuntiva sempre disponibile. Per un documentario questa flessibilità è fondamentale. Ci sono situazioni nelle quali non voglio necessariamente montare una camera tradizionale su un rig, collegare tutto, bilanciare un sistema o perdere tempo con un setup complesso.

Voglio semplicemente prendere la camera, accenderla e girare. E quando lavori con una troupe ridotta, questa semplicità ha un valore enorme. Ma attenzione: una delle cose che spesso vengono sottovalutate quando si parla di produzioni leggere è l’audio. Puoi avere immagini bellissime, ma se l’audio non è utilizzabile, il materiale diventa molto più difficile da portare in post-produzione. Per questo i Insta360 Mic Pro completano il mio setup.

Insta360 Mic Pro
Insta360 Mic Pro

Il vantaggio principale, per me, è avere un sistema audio che posso integrare rapidamente nel flusso di lavoro senza trasformare ogni intervista in una piccola produzione separata. E questo torna al concetto iniziale: meno persone, meno passaggi, meno tempo perso. Quando stai girando un documentario devi poter reagire rapidamente. L’intervista può iniziare in anticipo, il soggetto può spostarsi, può cambiare la luce, può succedere qualcosa davanti alla camera. Se per ogni situazione devo impiegare dieci minuti per preparare il setup, rischio di perdere il momento.

Perché ho ridimensionato il ruolo della DJI Pocket 4

La DJI Pocket 4 rimane uno strumento molto interessante e non è una bocciatura del prodotto, ma la mia scelta nasce da un’esigenza diversa. Con il passaggio a Insta360 ho iniziato a ragionare meno in termini di singola videocamera e più in termini di ecosistema. Prima avevo una videocamera compatta estremamente pratica. Adesso posso costruire un sistema composto da X6, Ace Pro 2 e Mic Pro, con ognuno dei tre strumenti destinato a una funzione specifica. E questa differenza, quando si lavora professionalmente, conta. Non devo necessariamente decidere quale videocamera portare. Posso portarle tutte. E proprio perché sono compatte, posso farlo senza trasformare la produzione in un trasloco.

Il vero vantaggio è la ridondanza

Nel documentario la ridondanza è fondamentale; non sai mai cosa succederà. Può esserci un’intervista che non puoi ripetere, oppure ancora, può esserci un evento irripetibile. Ma non solo: può esserci una situazione nella quale hai pochi secondi per reagire. Avere più strumenti significa poter costruire una maggiore ridondanza delle immagini.

Posso avere la camera principale, una X6 che registra l’ambiente e una Ace Pro 2 pronta per una prospettiva completamente diversa, ma sia chiaro: non significa che userò necessariamente tutto il materiale. Significa che non sono costretto a scegliere in anticipo cosa perderò. Ed è probabilmente questo il motivo principale per cui questo ecosistema funziona così bene nel mio lavoro.

Arrivati a questo punto, è importante chiarire una cosa. Non penso che X6, Ace Pro 2 e Mic Pro possano sostituire una produzione cinematografica completa. Se ho una produzione con budget elevato, una troupe numerosa e una direzione della fotografia strutturata, utilizzerò strumenti e workflow adeguati a quel tipo di produzione.

Il mio discorso è completamente diverso. Quando devo realizzare un documentario con budget ridotto e una troupe piccola, la priorità diventa massimizzare ciò che posso ottenere con le persone e l’attrezzatura che ho a disposizione. Ed è qui che Insta360 diventa particolarmente interessante. Il passaggio all’ecosistema Insta360 non è quindi nato dalla ricerca della “camera migliore”, ma dalla ricerca del setup più intelligente per il mio lavoro.

  • La X6 mi permette di ottenere prospettive che prima avrebbero richiesto un operatore dedicato.
  • La Ace Pro 2 mi dà una camera compatta e immediata da utilizzare quando la situazione lo richiede.
  • I Mic Pro completano il sistema dal punto di vista audio.

E insieme questi strumenti mi permettono di affrontare una produzione con una logica molto più agile. Per me, che realizzo documentari destinati a piattaforme e mi trovo spesso a lavorare con piccole troupe e budget contenuti, questo è il vero valore dell’ecosistema Insta360. Ma abbiamo parlato solo di documentari; se lo scopo finale sono i contenuti per il web, per YouTube e non solo, mi sembra anche scontato dirlo. Questi prodotti Insta360 sono la svolta.

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