Custom Feed è il nuovo strumento con cui YouTube prova a tenere gli utenti incollati allo schermo ancora più a lungo, affidandosi all’intelligenza artificiale per costruire un flusso di video su misura. L’idea, in soldoni, è semplice: si scrive cosa si vuole vedere, e la piattaforma pensa al resto. Un po’ come chiedere a un assistente digitale di fare la cernita dei contenuti al posto nostro. Per ora la funzione è attiva solo per alcuni utenti selezionati negli Stati Uniti, segno che siamo ancora in fase sperimentale, anche se già perfettamente funzionante.
Come funziona il nuovo feed personalizzato di YouTube
Chi ha già accesso allo strumento se lo ritrova accanto alla barra di ricerca, direttamente nella home. Basta toccare il pulsante “Your custom feed” e si apre una casella di testo dove descrivere ciò che si desidera guardare. In alternativa, si può pescare tra alcune chiavi di ricerca che la piattaforma suggerisce in automatico. Il bello è che il flusso di video si aggiorna in continuazione, ed è pensato proprio per superare la classica ricerca per parola chiave, che ormai sta un po’ stretta.
C’è poi un dettaglio che rende il tutto più maneggevole. I feed salvati finiscono in cima alla home sotto forma di etichette selezionabili, esattamente come le categorie che YouTube mostra già da tempo, tipo Musica o Gaming. Se ne possono creare quanti se ne vogliono, modificarli al volo aggiungendo qualche indicazione quando i video proposti non convincono, oppure cancellarli quando non servono più. Sulla carta, insomma, YouTube diventa più configurabile che mai.
Una limitazione però c’è, e non è da poco: per usare il Custom Feed bisogna essere loggati con la cronologia attiva. Chi l’ha spenta per ragioni di privacy, quindi, dovrà rinunciare alla novità. Una scelta che taglia fuori una fetta di utenti piuttosto attenti a questi aspetti.
Quando arriva in Italia e cosa rischiamo
Al momento il rollout riguarda soltanto gli utenti negli Stati Uniti, sia su app mobile sia su desktop. Sui tempi di arrivo in Italia non ci sono ancora indicazioni precise. Vale comunque la pena seguirne gli sviluppi, perché YouTube sta puntando con decisione sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nella ricerca, e questa funzione fa parte chiaramente dello stesso disegno.
Il punto delicato, come spesso accade con questi sistemi, riguarda la cosiddetta bolla. Un feed costruito su prompt rischia di rinchiuderci in uno spazio ancora più ristretto rispetto a quello dell’algoritmo tradizionale. Se diciamo nero su bianco a YouTube cosa vogliamo guardare, è difficile che poi ci sorprenda con qualcosa di inaspettato. Il meccanismo, in fondo, premia chi sa già cosa cerca e penalizza la scoperta casuale, quella che a volte regala i contenuti più interessanti.


