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Chi guida con iPhone collegato al cruscotto conosce bene Apple CarPlay, ma non tutti sanno che oggi esistono due versioni distinte dello stesso sistema: quella classica, diffusa su centinaia di modelli, e CarPlay Ultra, che alza parecchio l’asticella. La base tecnica è condivisa, l’ambizione no. La prima si limita allo schermo dell’infotainment, la seconda prova a prendersi tutta la plancia, strumentazione compresa. Una differenza che, su strada, si sente parecchio.
Il punto di partenza resta lo stesso: portare l’esperienza iOS dentro l’abitacolo, con app, mappe e musica a portata di dito. Alcune case automobilistiche stanno facendo marcia indietro e stanno abbandonando il supporto, però la diffusione rimane enorme. E proprio qui si apre la distanza tra le due versioni, perché una è ovunque, l’altra praticamente in nessun posto.
Il CarPlay che conoscono tutti
La versione standard è arrivata nel 2014 insieme a iOS 7.1 e da allora ha seguito sempre la stessa logica. Si collega iPhone all’auto, via USB oppure in modalità wireless, e sul display compare un’interfaccia semplificata, pensata per essere letta con un’occhiata veloce. Niente fronzoli, icone grandi, tutto costruito attorno all’idea di ridurre le distrazioni.
Non tutte le app funzionano, va detto. Il catalogo compatibile ruota attorno a tre grandi categorie: navigazione, streaming audio e messaggistica. Con un paio di tocchi, o semplicemente chiedendolo a Siri, si può far partire una playlist di Apple Music o impostare un percorso su Mappe. Rispetto al gesto, pessimo, di prendere in mano il telefono mentre si guida, il guadagno in sicurezza è evidente.
I limiti però ci sono e sono strutturali. CarPlay non dialoga in profondità con la centralina dell’auto, quindi resta una specie di ospite sullo schermo. Per modificare impostazioni native del veicolo bisogna uscire dall’interfaccia e tornare al sistema originale. A seconda del modello, questo significa dover abbandonare CarPlay per cambiare modalità di guida o regolare il climatizzatore. Passaggi in più, proprio nei momenti in cui gli occhi dovrebbero stare sulla strada.
Cosa cambia davvero con CarPlay Ultra
Nel 2022 Apple aveva anticipato un’espansione molto più ambiziosa, con l’idea di non fermarsi a un solo display ma di occupare tutti gli schermi presenti in auto. Quel progetto è diventato CarPlay Ultra. Oltre alle app, gestisce elementi centrali del veicolo come il tachimetro e l’indicatore del carburante, e permette anche di personalizzarli graficamente, con un risultato che ricorda da vicino le schermate di un videogioco di corse.
Anche i comandi fisici passano dentro l’interfaccia. Climatizzatore e radio sono integrati, quindi non serve più uscire e rientrare continuamente. La sensazione, alla fine, è quella di guidare un’auto con un sistema di bordo progettato interamente da Apple, dalla strumentazione al menù multimediale.
C’è però un problema piuttosto grosso. Mentre la versione tradizionale è disponibile su oltre 800 modelli di veicoli, CarPlay Ultra vive in una nicchia strettissima. Al momento si trova soltanto sulle Aston Martin di fascia lusso e soltanto negli Stati Uniti e in Canada. Porsche aveva lasciato intendere che sarebbe arrivato anche sulle proprie vetture, ma quel momento non è mai arrivato. Le ragioni precise non sono note, anche se il sospetto è che diversi costruttori abbiano storto il naso all’idea di cedere il controllo completo dell’esperienza di bordo a un’azienda esterna.
Sul fronte dei requisiti, serve almeno iPhone 12 o un modello successivo, e il collegamento funziona esclusivamente in modalità wireless. Nessuna opzione via cavo, quindi.
Apple ha ribadito che la diffusione su altre auto arriverà, prima o poi. Guardando ai numeri attuali, però, l’espansione sembra destinata a richiedere ancora parecchio tempo, con la versione classica che resta l’unica realisticamente accessibile alla stragrande maggioranza degli automobilisti.
Fonte: TecnoAndroid








