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Con la presentazione dei nuovi tablet di fascia alta, Xiaomi Pad 9 e Xiaomi Pad 9 Pro entrano ufficialmente in scena e vanno a completare una famiglia che era stata inaugurata pochi giorni prima dal modello Pro Max. Il lancio arriva in coda a quello degli smartphone 18 Pro, e l’impressione è che l’azienda abbia voluto coprire ogni fascia possibile con dispositivi che puntano su potenza bruta, schermi molto veloci e un pacchetto pensato anche per chi lavora, il tutto con listini che restano ragionevoli viste le specifiche in gioco.
Partiamo dal modello base. Xiaomi Pad 9 monta un display LCD da 11,2 pollici con risoluzione 3,2K, refresh rate che arriva fino a 144 Hz e luminosità di picco di 1.000 nit. Copertura completa dello spazio colore DCI P3, profondità colore a 12 bit e certificazioni sia per la riduzione della luce blu sia per il flickering, dettaglio che interessa parecchio a chi passa ore davanti allo schermo. Sotto la scocca lavora lo Snapdragon 8s Gen 4 di Qualcomm, lo stesso chip visto sul Pad 8 dell’anno scorso, scelta conservativa ma coerente con il posizionamento.
Autonomia generosa e corpo sottile per il modello base

Credits: TecnoAndroid
La batteria è uno dei punti forti: 9.720 mAh con ricarica cablata fino a 45 W, per un’autonomia dichiarata che tocca le 14,5 ore di riproduzione video in locale oppure venti ore di riunioni online. Numeri che, se confermati nell’uso reale, permettono di lasciare a casa il caricabatterie senza troppa ansia. Il corpo resta comunque contenuto, con 5,75 mm di spessore e 485 grammi sulla bilancia. Il comparto fotografico non è certo la ragione per cui si compra un tablet, ma c’è: 50 MP sul retro e 13 MP davanti, quest’ultima più che sufficiente per videochiamate decenti. Sul fronte connettività troviamo WiFi 7 e Bluetooth 6.0, mentre l’audio è affidato a quattro altoparlanti con certificazione Dolby Atmos.
Xiaomi Pad 9 Pro alza l’asticella su chip e batteria
Il salto vero arriva con Xiaomi Pad 9 Pro, che cresce fino a 12,5 pollici mantenendo le stesse caratteristiche del pannello: risoluzione 3,2K, 144 Hz, 1.000 nit di picco, DCI P3, 12 bit e le medesime certificazioni per occhi e flickering. La differenza sostanziale sta nel processore, uno Snapdragon 8 Elite Gen 5 capace di superare i 3,4 milioni di punti su AnTuTu. Per tenere a bada le temperature Xiaomi ha adottato un sistema di raffreddamento a fogli di grafite con una superficie complessiva che supera i 22.000 mm quadrati.
Anche la batteria cresce e arriva a 11.000 mAh, con ricarica cablata a 67 W e ricarica inversa a 22,5 W, utile per dare una mano a cuffie o smartphone scarichi. Lo spessore rimane quasi identico al fratello minore, 5,8 mm, mentre il peso sale a 580 grammi, cosa piuttosto normale considerando la diagonale maggiore. WiFi 7 e Bluetooth 6.0 anche qui, mentre gli altoparlanti diventano sei, sempre con certificazione Dolby Atmos.
Software e accessori, dove il Pro fa la differenza

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Entrambi i tablet arrivano con HyperOS 4 preinstallato. La versione Pro però va oltre, perché supporta applicazioni desktop vere e proprie come la suite completa di WPS e CapCut Pro, il che la avvicina parecchio a un dispositivo da produttività a tutti gli effetti. A completare il quadro ci sono il Focus Stylus Pro e una tastiera dedicata, accessori che trasformano il tablet in qualcosa di molto simile a un portatile leggero per chi scrive, disegna o monta video in mobilità. I prezzi sono stati comunicati per il mercato cinese, mentre per un eventuale arrivo internazionale la situazione resta legata alle scelte di distribuzione dell’azienda.
Fonte: TecnoAndroid







