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Xiaomi Mijia ha appena aggiunto un altro pezzo al suo catalogo per la casa connessa, e questa volta si tratta di un oggetto che in Italia si vede raramente: uno scaldabagno smart da soffitto che serve anche da lampadario. Il nome è tutt’altro che fantasioso, Mijia Smart Bathroom Heater 2, e il debutto è avvenuto in Cina, dove il dispositivo è già prenotabile sulla piattaforma di crowdfunding proprietaria Youpin.
Il tempismo dice molto sul ritmo con cui l’azienda macina lanci. Mentre a Berlino è in pieno svolgimento IFA 2026, con tutte le novità che il marchio Mijia ha portato sul mercato internazionale e in particolare su quello europeo, in patria la produzione di nuovi prodotti per la smart home non si ferma nemmeno per un attimo. Due binari paralleli, insomma, con la Cina che continua a fare da laboratorio per categorie di prodotto che altrove restano di nicchia.
Riscaldamento rapido, ventilazione e luce in un unico blocco
Il cuore dell’apparecchio è un elemento riscaldante PTC al grafene con potenza massima di 3.000 W, pensato per portare la stanza a temperatura in tempi molto ridotti. Ad accompagnarlo c’è un sistema a doppia ventola con singolo condotto, mosso da motori DC a inverter, che dichiara una portata complessiva di 300 metri cubi d’aria all’ora. Numeri che, secondo Xiaomi, si traducono in un ricambio completo dell’aria di un bagno in circa 90 secondi, anche se l’azienda non specifica a quale metratura faccia riferimento quel dato.
La parte luminosa non è un accessorio buttato lì per riempire il soffitto. L’illuminazione arriva da una striscia di LED bianchi capace di erogare 1.600 lumen complessivi, quindi abbastanza da fare da fonte di luce principale e non solo da supporto. In pratica un singolo blocco che sostituisce lampada, termoventilatore e aspiratore, tre cose che nei bagni italiani vivono normalmente separate e spesso male integrate tra loro.
Sensori, radar mmWave e qualità dell’aria
La componente più interessante riguarda l’automazione. A bordo c’è un pacchetto di sensori che misurano temperatura e umidità, permettendo al dispositivo di modulare il riscaldamento senza che qualcuno debba intervenire manualmente, tenendo conto anche delle condizioni percepite da chi si trova nella stanza. Un approccio che va oltre il semplice termostato acceso o spento.
Poi ci sono due radar mmWave da 24 GHz dedicati al rilevamento della presenza. Servono a capire quando una persona entra o esce dal bagno, attivando di conseguenza illuminazione e ventilazione in automatico. Rispetto ai classici sensori di movimento a infrarossi, la tecnologia a onde millimetriche riesce a percepire anche presenze statiche, quindi il rischio che la luce si spenga mentre qualcuno è fermo sotto la doccia si riduce parecchio.
Chiude il quadro un sensore per la qualità dell’aria che monitora i VOC, ovvero i composti organici volatili. Quando i livelli superano una certa soglia, il sistema avvia la ventilazione da solo, senza attendere comandi. Una funzione che in un ambiente piccolo e poco arieggiato come il bagno ha un senso pratico immediato, considerando la quantità di detergenti, spray e prodotti per l’igiene che finiscono per accumularsi in quello spazio.
Per ora la disponibilità del Mijia Smart Bathroom Heater 2 resta legata al mercato cinese e al canale Youpin, dove il prodotto è aperto ai preordini nella fase di raccolta fondi.








