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Xiaomi Mijia Water Purifier 2 aggiunge minerali all’acqua

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Il nuovo depuratore Xiaomi arriva sul mercato cinese con una promessa piuttosto inusuale per un elettrodomestico di questo tipo: non solo togliere dall’acqua tutto quello che non dovrebbe esserci, ma anche rimetterci dentro qualcosa. Si chiama Mijia Rich Mineral Water Purifier 2 ed è già in preordine in Cina, dove va a posizionarsi come successore del modello Mineral Rich Water Purifier 1200G presentato l’anno scorso. La logica di fondo resta quella dell’osmosi inversa, la tecnica di filtrazione più aggressiva tra quelle domestiche, alla quale però Xiaomi affianca un sistema di mineralizzazione controllata che lavora nello stesso momento in cui l’acqua scorre.

Il cuore della trovata ha anche un nome commerciale, quello di Bama mineral spring formula, un riferimento diretto alla regione cinese di Bama e al profilo minerale delle sue acque. L’idea, insomma, è ricreare in casa qualcosa che assomigli a quell’equilibrio di elementi. Durante il passaggio il sistema rilascia in modo graduale sei componenti: stronzio, zinco, calcio, magnesio, potassio e bicarbonato. Sul primo l’azienda si sbilancia con un numero preciso, dichiarando una concentrazione mantenuta ad almeno 0,2 mg/l grazie a una tecnologia brevettata a rilascio lento, senza l’aggiunta di sostanze chimiche artificiali.

Nove stadi di filtrazione e numeri da laboratorio

La struttura interna si regge su un sistema a doppio nucleo con nove stadi di filtrazione, per una precisione dichiarata che scende fino a 0,0001 micrometri. Tradotto in termini più concreti, significa una barriera pensata per fermare particelle di dimensioni molto ridotte, ben oltre quello che un filtro tradizionale riesce a trattenere. Xiaomi parla di riduzione di cloro, batteri, virus, metalli pesanti e altre sostanze disciolte, con percentuali di rimozione superiori al 99% per diversi contaminanti sottoposti a test. Tra questi vengono citati escherichia coli, microplastiche, antibiotici e PFAS, la famiglia di composti che negli ultimi anni è finita al centro dell’attenzione per la sua persistenza nell’ambiente.

Un altro dato riguarda la membrana a osmosi inversa, che secondo l’azienda arriva a un tasso di desalinizzazione del 98,5%. Il progetto, spiega Xiaomi, tiene conto anche di un problema tipico di questi apparecchi, ovvero l’accumulo progressivo di depositi che nel tempo peggiora le prestazioni. La membrana è stata quindi disegnata per limitare quel fenomeno e mantenere una capacità filtrante più costante nel corso dell’utilizzo.

Portata e velocità di erogazione

Sul fronte pratico, quello che interessa a chi apre il rubinetto e vuole bere subito, la portata massima dichiarata è di 3,38 litri al minuto. Xiaomi traduce il dato in situazioni quotidiane: circa tre secondi per riempire un bicchiere e meno di 36 secondi per una pentola da due litri. Numeri che collocano il dispositivo nella fascia alta dei depuratori domestici, dove la velocità di erogazione è spesso il vero discrimine tra un prodotto comodo e uno che costringe ad aspettare.

Il posizionamento di Mijia, il marchio con cui Xiaomi copre l’intero universo degli elettrodomestici e degli oggetti connessi per la casa, si conferma anche qui. La gamma dedicata al trattamento dell’acqua cresce di anno in anno e questo secondo modello con mineralizzazione integrata segue di dodici mesi il predecessore, segno che l’azienda considera la categoria abbastanza interessante da meritare un aggiornamento rapido. Per il momento la disponibilità riguarda soltanto il mercato cinese, dove il preordine è già attivo.

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