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Xiaomi 18 Ultra rischia seriamente di non vedere mai la luce, e la ragione non ha nulla a che fare con le scelte di design o con il calendario dei lanci. Il colpevole, semmai, è il prezzo delle memorie, salito a livelli che stanno ridisegnando le strategie di mezzo settore. Secondo il leaker Kartikey Singh, la prossima famiglia di flagship dell’azienda cinese si fermerebbe a tre modelli, senza il tradizionale top di gamma assoluto che negli ultimi anni ha rappresentato la vetrina tecnologica del marchio.
Tradotto in pratica, la line up sarebbe composta da Xiaomi 18 nella versione base, Xiaomi 18 Pro e Xiaomi 18 Pro Max. Nessuna variante Ultra, quindi, e nessun erede diretto di Xiaomi 17 Ultra. Una scelta che, se confermata, segnerebbe una discontinuità piuttosto netta rispetto a quanto visto finora, perché il modello di vertice è sempre stato il terreno su cui l’azienda mostrava i muscoli, soprattutto sul fronte fotografico.
La crisi delle memorie che sta cambiando le regole
Dietro questa possibile rinuncia ci sono i costi di DRAM e NAND, cresciuti in modo vertiginoso per via di una domanda che l’intelligenza artificiale continua ad alimentare senza tregua. I chip di memoria non bastano più per tutti, e quando la disponibilità si restringe i prezzi salgono. Il risultato è che le aziende si ritrovano con costi produttivi molto più alti, e quei costi finiscono inevitabilmente sul cartellino che vede il consumatore.
Il fenomeno non è una parentesi passeggera. Le previsioni parlano di una tendenza che non si esaurirà nel 2026 ma che condizionerà anche il 2027, e forse pure oltre. Un orizzonte lungo, insomma, che costringe i produttori a fare i conti con margini più stretti e a decidere quali prodotti valga davvero la pena portare avanti. Un dispositivo pensato per spingere al massimo su memoria e archiviazione, come tipicamente accade con i modelli Ultra, diventa in questo scenario molto più difficile da giustificare sul piano economico.
Non solo Xiaomi, la fascia alta cinese sotto pressione
Finora il contraccolpo si era visto soprattutto sulla fascia più economica, quella dove ogni euro in più sul costo dei componenti pesa enormemente e dove i margini erano già ridotti all’osso. Diversi smartphone entry level e di fascia media hanno già subito ritocchi verso l’alto, e in alcuni casi i produttori hanno preferito tagliare i tagli di memoria più generosi pur di tenere il prezzo sotto controllo.
Ora però il problema sta salendo di livello. Anche i super top di gamma cinesi rischiano di accusare il colpo nei prossimi mesi, con Oppo e vivo che si trovano nella stessa situazione e potrebbero rivedere le proprie gamme di punta. La logica è la stessa che sembra guidare la decisione su Xiaomi 18 Ultra, ovvero concentrare gli sforzi su modelli che garantiscono volumi e sostenibilità, lasciando da parte le versioni più estreme e costose da produrre.









