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Chi utilizza ancora Xiaomi 12 Lite come telefono principale farà bene a segnarsi la data del 17 agosto, perché da quel giorno il modello è ufficialmente entrato nella lista dei dispositivi arrivati a fine supporto software. L’azienda ha aggiornato il proprio elenco EOL, sigla che sta per end of life, inserendo diversi prodotti che da qui in avanti non riceveranno più aggiornamenti di sistema, firmware e patch di sicurezza. Insieme al 12 Lite compare anche Xiaomi 12S Pro, presente però nella sola variante cinese.
Il quadro delle varianti coinvolte merita attenzione, perché non tutti i modelli finiscono nella lista allo stesso modo. Per quanto riguarda il 12 Lite lo stop tocca diverse versioni, inclusa quella globale, oltre a quelle destinate a Russia, Taiwan e Indonesia. In pratica chi ha acquistato il telefono in Italia rientra a pieno titolo nel gruppo dei dispositivi non più seguiti.
Anche alcuni Redmi entrano nella lista del fine supporto
Accanto ai due Xiaomi compaiono diversi Redmi, ma qui il discorso cambia leggermente e conviene guardare bene le regioni indicate. Redmi Pad SE, Redmi Note 12R, Redmi 12R e Redmi 12 5G sono riportati nell’elenco nelle rispettive versioni pensate per il mercato cinese. Una precisazione tutt’altro che secondaria, visto che le stesse sigle circolano anche altrove con configurazioni differenti e con calendari di supporto che possono non coincidere.
Vale la pena ricordare cosa comporta davvero il termine del supporto. I telefoni continueranno a funzionare esattamente come prima, le app resteranno al loro posto, le chiamate pure. Quello che viene meno è la distribuzione ordinaria di nuove versioni di HyperOS e degli aggiornamenti di sicurezza mensili. Nessun blocco improvviso, nessun dispositivo che smette di accendersi, semplicemente un software che da adesso resta fermo dov’è.
Sicurezza e possibili eccezioni annunciate da Xiaomi
C’è un altro aspetto che l’azienda mette nero su bianco e che riguarda le segnalazioni di eventuali problemi. Xiaomi avverte infatti che potrebbe non rispondere più alle comunicazioni relative a vulnerabilità individuate su questi prodotti. Tradotto in termini pratici, chi individua una falla su un modello ormai fuori supporto rischia di non ricevere alcun riscontro, perché il dispositivo esce dal perimetro di manutenzione ordinaria.
Resta però un margine, una specie di asterisco in fondo alla pagina. Se dovesse emergere una falla di sicurezza particolarmente grave, l’azienda si riserva la possibilità di pubblicare comunque una correzione, anche per un prodotto che ha già raggiunto la fine del supporto. Non è una promessa vincolante e nemmeno un impegno calendarizzato, piuttosto una porta lasciata socchiusa per i casi davvero seri. Una prassi comune nel settore, che serve a evitare situazioni in cui milioni di apparecchi restino esposti a problemi noti senza alcuna possibilità di rimedio.
Quanto costano oggi i modelli usciti dal supporto
Curiosamente, diversi tra i telefoni appena inseriti nell’elenco sono ancora reperibili sui canali di vendita online, con prezzi che raccontano bene la fase finale del loro ciclo commerciale. Redmi 12R si trova su eBay a 169 euro, mentre su un altro canale la stessa sigla compare a 204 euro. Redmi 12 5G è proposto su Amazon Marketplace a 159 euro. Redmi Note 12R scende parecchio ed è disponibile sempre su Amazon Marketplace a 51 euro.
Per quanto riguarda Xiaomi 12 Lite, il prezzo online si aggira intorno ai 154 euro su Amazon Marketplace, con un’altra proposta che si ferma a 147 euro. Cifre che, lette accanto all’ingresso nella lista fine supporto, danno la misura di quanto convenga valutare con attenzione un acquisto di questo tipo oggi. Un telefono che non riceve più patch di sicurezza mantiene intatte le sue funzioni quotidiane, ma smette di aggiornarsi rispetto alle minacce che emergono nel tempo, e questo è un fattore che pesa sulla scelta.










