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Orientarsi tra i nomi delle fotocamere Sony non è affatto semplice, perché il catalogo mescola lettere, numeri romani e sigle che a prima vista sembrano messe lì quasi per caso. Ci sono le serie A1, A7 e A9, poi varianti come A7C, A7R e A7S, modelli con numeri ben più alti come A6400 e A6600 e infine intere famiglie che iniziano con RX o ZV. Una logica però esiste, ed è meno complicata di quanto sembri.
Alpha vuol dire mirrorless e il numero indica la fascia
La gamma si divide in due grandi blocchi, cioè le mirrorless con obiettivi intercambiabili e le compatte a ottica fissa. Le prime condividono il prefisso α, che non è una semplice “a” ma la lettera greca alfa. Praticamente nessuno a parte Sony la usa davvero e quasi tutti la leggono come “Alpha” o la scrivono con la A maiuscola. Dentro questa famiglia convivono i modelli full frame, con un sensore grande quanto la pellicola da 35 mm che aiuta a sfocare lo sfondo e a scattare meglio di notte, e quelli APS-C, che offrono gran parte dei vantaggi a un prezzo più basso e risultano più semplici per chi comincia.
Tra le full frame la serie A1 è la punta di diamante pensata per i professionisti. L’attuale A1 II (il numero romano indica sempre la versione) monta un sensore stacked da 50 megapixel capace di raffiche fino a 30 fotogrammi al secondo, registra video in 8K a 30 fps e vanta il miglior mirino elettronico della casa. Anche la A9 guarda ai professionisti, in particolare a fotografi sportivi e giornalisti. Qui la risoluzione scende di solito a 24 megapixel, ma la velocità è tutto. La A9 III ha introdotto il primo sensore global shutter mai visto su una mirrorless, che legge l’intera immagine in un colpo solo anziché riga per riga ed elimina così le distorsioni sui soggetti in rapido movimento. Arriva a 120 fps in RAW ed è di gran lunga la macchina più veloce del marchio.
A7
La sigla A7 identifica invece la linea più diffusa, con prezzi moderati e ben quattro sottofamiglie. La A7 V arrivata all’inizio del 2026 è la più accessibile e unisce un sensore parzialmente stacked da 33 megapixel, raffiche a 30 fps e video 4K a 60 fps. La A7R VI, dove la R sta per risoluzione, sale a 67 megapixel ed è perfetta per ritratti e paesaggi, anche se gira video fino all’8K. La serie A7S nasce per il video con pochi pixel ma molto grandi, ottimi in scarsa luce.
L’ultima A7S III risale al 2020, con 12 megapixel e 4K a 120 fps, e forse viene trascurata perché oggi Sony punta sulla linea FX. Infine le A7C, dove la C indica compatta, ripropongono le funzioni di A7 e A7R in un corpo più piccolo con mirino spostato a sinistra e meno comandi manuali. La A7C II del 2023 ricalca la A7 IV da 33 megapixel mentre la A7CR corrisponde alla A7R V.
APS-C, vlogging e compatte RX
Per le APS-C Sony ha usato in passato nomi come NEX, A3000 e A5000, ma nell’ultimo decennio si è stabilizzata sulla formula A6x00. Più alto è il numero, più la macchina è capace e costosa. Oggi in listino ci sono A6100 a circa 770 euro, A6400 a circa 950 euro e A6700 a circa 1.300 euro. Quest’ultima ha un sensore da 27 megapixel contro i 25 delle altre due, stabilizzazione su 5 assi, video a 10 bit anziché 8, slot più rapido per le schede, uscita cuffie e ingresso USB C. Ha però più di tre anni e un aggiornamento della gamma si fa attendere.
La serie ZV, lanciata nel 2020, è stata la prima vera apertura di un marchio tradizionale al vlogging. Tutti i modelli rinunciano al mirino elettronico per ridurre peso e prezzo e offrono schermo orientabile, microfoni di qualità, 4K a 60p e funzioni come Product Showcase, che mette rapidamente a fuoco un prodotto. Le sigle senza E come ZV 1, ZV 1F e ZV 1 II indicano compatte a ottica fissa, mentre ZV E10 II è una mirrorless APS-C e ZV E1 una full frame.
Le compatte RX chiudono il quadro. La RX100 VII costa circa 1.300 euro e abbina un sensore da 1 pollice a uno zoom Zeiss da 24 a 200 mm in un corpo tascabile. La RX1R III punta in alto con un sensore full frame da 61 megapixel e un Zeiss fisso da 35 mm f/2.0, ideale per la street photography, al prezzo di circa 4.400 euro. La RX0 II, pensata per il life vlogging, la realtà virtuale e le riprese multicamera, monta un sensore da 1 pollice e 15,3 megapixel con ottica Zeiss 24 mm f/4 ed è la risposta di Sony alle action cam, con qualità superiore ma funzioni più limitate, a circa 860 euro.
Fonte: TecnoAndroid








