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Call of Duty: Modern Warfare 4 avrà HDR10+ Gaming al lancio

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La lista dei giochi compatibili con HDR10+ Gaming continua ad allungarsi e adesso comprende anche un nome di grande peso come Call of Duty: Modern Warfare 4. La conferma è arrivata nelle ultime ore direttamente dal consorzio che gestisce lo standard, una tecnologia aperta e priva di costi di licenza per chi decide di adottarla. Il nuovo capitolo della celebre serie di Activision non dovrà aspettare patch successive, perché il supporto sarà nativo e disponibile fin dal giorno del lancio. Per il franchise non si tratta nemmeno di una novità assoluta, visto che Modern Warfare 4 diventa ormai il quinto episodio di Call of Duty a sfruttare questa soluzione per la gestione dell’immagine.

Insieme all’annuncio dedicato allo sparatutto sono arrivate anche altre notizie per il catalogo dei titoli supportati. Tre giochi entreranno presto nell’elenco grazie ad aggiornamenti dedicati, attesi in tempi relativamente brevi. Si parla di REANIMAL, di Gray Zone Warfare firmato Madfinger Games e di The Sinking City 2, il nuovo lavoro di Frogwares. Sono produzioni molto diverse tra loro per genere e atmosfera, che però condivideranno lo stesso approccio alla resa dell’alta gamma dinamica.

Come funziona HDR10+ Gaming e cosa serve per sfruttarlo

Lo standard è nato con un obiettivo preciso, cioè rendere più semplice la gestione dell’HDR nei videogiochi. Il principio è abbastanza lineare. Il software comunica direttamente con il display compatibile, senza passare dal sistema operativo o da altri intermediari che potrebbero alterare il segnale lungo il percorso. In pratica gioco e schermo si parlano senza filtri, e questo cambia parecchio il modo in cui l’immagine arriva davanti agli occhi di chi gioca.

C’è però un requisito da tenere presente. Per far funzionare tutto serve una scheda grafica compatibile, e al momento le opzioni sono limitate alle soluzioni di NVIDIA e Intel. Sul fronte AMD invece tutto tace, e non sono note tempistiche precise per l’arrivo del supporto. Chi monta una GPU della casa di Sunnyvale dovrà quindi pazientare ancora, senza sapere per quanto.

Quando la catena hardware è completa, il vantaggio si vede subito. Il televisore o il monitor è in grado di ottimizzare automaticamente la resa delle immagini in tempo reale. Niente calibrazioni manuali, niente cursori da spostare avanti e indietro, niente lunghe configurazioni iniziali prima di poter iniziare una partita. Il lavoro sporco lo fanno i dispositivi, e l’utente può limitarsi ad avviare il gioco.

La visione degli sviluppatori al centro del progetto

Secondo il consorzio, il punto di forza principale di HDR10+ Gaming sta nella capacità di preservare la visione artistica degli sviluppatori. Colori, luci e contrasti scelti da chi ha creato il gioco dovrebbero arrivare sullo schermo in modo più fedele, con una resa più coerente e accurata anche passando da un display all’altro. È un aspetto tutt’altro che secondario, perché lo stesso titolo può apparire in maniera molto diversa a seconda del pannello su cui viene visualizzato.

Il meccanismo è pensato per essere il più trasparente possibile. All’avvio di un gioco supportato, il display compatibile dovrebbe riconoscere da solo il contenuto e applicare le impostazioni HDR corrette, senza alcun intervento da parte di chi sta giocando. L’adozione intanto procede, e diversi grossi titoli recenti sono già usciti con il supporto a questa tecnologia. Tra questi figurano Crimson Desert e Causal Loop, oltre a F1 25, che ha ottenuto la compatibilità con l’aggiornamento del Season Pack 2026.

Fonte: TecnoAndroid

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