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Xbox non è in vendita: Asha Sharma smentisce la cessione

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Il futuro di Xbox resta saldamente nelle mani di Microsoft. A ribadirlo senza troppi giri di parole è Asha Sharma, amministratrice delegata della divisione, che in un’intervista ha voluto smentire le voci sempre più insistenti su una possibile cessione del marchio. Le sue parole arrivano in un periodo molto turbolento per l’intera industria dei videogiochi e in particolare per Xbox, alle prese con un profondo riassetto interno destinato a costare il posto di lavoro a 3.200 persone entro la fine dell’attuale anno fiscale.

Il quadro generale è piuttosto pesante. Interi studi sono stati chiusi e i loro giochi cancellati, mentre altri team che fanno capo a Xbox Game Studios sono stati ridimensionati fino a restare con un organico ridotto all’osso. Stando alle indiscrezioni sarebbe questo il caso di Halo Studios, la squadra che custodisce una delle saghe più celebri dell’universo verde. A complicare ulteriormente le cose ci ha pensato anche Satya Nadella, numero uno di Microsoft, che di recente ha definito lo snellimento di Xbox come qualcosa di “bello da vedere”. Un commento che ha finito per alimentare le ipotesi già in circolazione su un possibile distacco della divisione dal colosso di Redmond.

Le parole di Asha Sharma sul destino di Xbox

La dirigente però tiene il punto e respinge qualsiasi scenario di vendita. “Xbox non è in vendita” ha spiegato con decisione. “Faremo tutto ciò che serve per mettere l’azienda nelle condizioni di avere successo e valuteremo le partnership giuste, il modello operativo giusto e tutto quello che è necessario per arrivarci.”

Le voci comunque non sono nate dal nulla. A giugno erano emerse indiscrezioni secondo cui il gruppo avrebbe preso in considerazione l’idea di scorporare Xbox oppure di prepararla per una cessione, trasformandola in una controllata al 100%. Da anni la piattaforma fatica sul fronte delle vendite hardware e il cambio di rotta verso il multipiattaforma, costruito attorno a Xbox Game Pass, non ha portato i risultati sperati. Proprio il servizio in abbonamento avrebbe dovuto rappresentare il perno della nuova strategia, ma la svolta non si è mai davvero concretizzata.

Una ristrutturazione che pesa sugli studi

A luglio la stessa Sharma aveva annunciato quella che ha definito “la ristrutturazione più significativa nella storia di Xbox”, con 1.600 lavoratori rimasti senza impiego. Pochi mesi dopo, a settembre, è arrivata un’altra ondata di tagli che ha coinvolto circa 250 dipendenti e ha colpito due realtà molto note agli appassionati. Da una parte The Coalition, lo studio dietro Gears of War, dall’altra World’s Edge, lo sviluppatore che si occupa di Age of Empires.

Secondo l’amministratrice delegata tutti questi cambiamenti porteranno un giorno a una Xbox sostenibile e redditizia, anche se per arrivarci serviranno anni. “Abbiamo ancora molta strada da fare con Microsoft” ha raccontato “e adotteremo una visione di lungo periodo.” Un approccio paziente, almeno nelle intenzioni dichiarate dai vertici, che punta a rimettere in equilibrio i conti della divisione senza rinunciare al marchio.

Dall’interno però il clima viene descritto in modo ben diverso. Un dipendente di id Software, uno degli studi della galassia Xbox, ha riferito che l’unica cosa concreta comunicata finora dalla dirigenza è la richiesta di profitti più alti, e da ottenere subito.

Fonte: TecnoAndroid

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